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Banche, Rimborso automatico con tetto all'80%. Ecco chi ne avrà diritto

Per accedervi l'investitore deve avere un reddito lordo Irpef inferiore a 35mila euro, oppure un patrimonio mobiliare inferiore ai 100mila euro, anche se ha il reddito superiore ai 35mila euro".

 Gli obbligazionisti delle 4 banche avranno 4 mesi di tempo dalla conversione definitiva del nuovo decreto banche per presentare al Fondo di solidarietà la domanda per accedere all'indennizzo automatico (forfettario per un massimo dell'80% dell'investimento). Lo prevede il testo definitivo del decreto legge sulle banche (Dl 59/2016), pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale e in vigore da oggi.

Al più tardi a inizio luglio se le Camere impiegheranno tutti i 60 giorni per convertire il decreto, si potranno avanzare le richieste di ristoro automatico e il Fondo di solidarietà dovrà verificare la documentazione e procedere alla liquidazione dell'indennizzo "entro il termine di sessanta giorni dalla richiesta". Già da settembre, quindi, potranno iniziare ad essere erogati i primi rimborsi ai risparmiatori delle vecchie Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Il rimborso riguarderà tutti gli investitori che hanno acquistato i titoli entro il 12 giugno 2014 che devono avere due requisiti: un reddito lordo a fini Irpef fino a 35.000 euro nell'anno 2015 o un patrimonio mobiliare fino a 100mila euro. Questi soggetti potranno ottenere un rimborso forfettario automatico sino all'80% del credito sottoscritto mentre gli altri dovranno rivolgersi all'Anac che gestirà le procedure di arbitrato. Chi chiede l'automatismo, in ogni caso, non potrà poi andare anche dall'arbitro. 

Nell'istanza di erogazione dell'indennizzo l'investitore dovrà indicare: a) il nome, l'indirizzo e l'elezione di un domicilio, anche digitale; b) la Banca in liquidazione presso la quale l'investitore ha acquistato gli strumenti finanziari subordinati; c) gli strumenti finanziari subordinati acquistati, con indicazione della quantita', del controvalore, della data di acquisto, del corrispettivo pagato, degli oneri e spese direttamente connessi all'operazione di acquisto e, ove disponibile, del codice ISIN.

Renzi: Abbiamo risolto la questione senza demagogia 
Duro il giudizio dell'Unione Consumatori che avrebbe voluto il rimborso totale delle somme perse dagli investitori."Il Governo italiano continua imperterrito a porre un assurdo tetto all'indennizzo pari all'80%". "Una soglia - dice il segretario Massimiliano Dona - inaccettabile, considerato che, a differenza di quanto dichiarato oggi dal premier, non si tratta signori che hanno messo i soldi in operazioni a rischio, ma di persone truffate che, ingannate dalle banche, hanno comperato prodotti rischiosi a loro insaputa, con profili di rischio inventati".

"Senza contare - aggiunge - che sia la Consob che la Banca d'Italia avevano chiesto, ben prima del tracollo, di vietare il collocamento presso gli sportelli delle obbligazioni subordinate, di per sé strumenti a complessità elevata, spesso opachi e poco comprensibili per i risparmiatori, ma il Governo non ha fatto nulla, contribuendo, con il suo comportamento omissivo, a determinare la situazione in cui si trovano oggi i risparmiatori truffati". L'Unc "ribadisce, quindi, la richiesta di un indennizzo totale di quanto perso, possibilità oggi preclusa persino per chi ha perso tutto e ha un reddito lordo inferiore a 35.000 euro".

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Documenti: Il testo ufficiale del decreto legge 59/2016

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