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Canone Rai, la seconda casa evita il doppio addebito del canone TV

Se ci sono due contratti di energia elettrica di natura residenziale intestati a due membri della stessa famiglia anagrafica uno dei due dovrà effettuare una comunicazione alle Entrate per evitare il doppio addebito. 

I contribuenti che hanno seconde o terze case dovranno prestazione particolare attenzione al pagamento del canone rai. Sono arrivati, infatti, alcuni importanti chiarimenti dall'Agenzia delle Entrate in risposta ai diversi quesiti posti dall'utenza riguardo a chi possiede più di un'abitazione e, quindi, più contratti di energia elettrica.  

Da quest'anno, come noto, il pagamento non avverrà più tramite bollettino, ma mediante addebito nella fattura dell’ utenza di energia elettrica nella casa di residenza anagrafica. L’utenza elettrica, infatti, fa presumere la detenzione di un apparecchio ricevente. Ma il canone sarà dovuto una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica. Se ci sono più abitazioni, quindi, i proprietari (o meglio i titolari del contratto di energia) potranno evitare di pagare due volte il canone compilando una apposita dichiarazione di esenzione diffusa sul sito delle Entrate. 

La novità principale riguarda la precisazione che la comunicazione di esenzione dovrà essere effettuata solo dai titolari di utenza elettrica di tipo residenziale mentre nessun adempimento è richiesto ai titolari di utenza elettrica non residenziale in quanto in tali immobili si presume la mancata residenza dell'intestatario del contratto e, quindi, l'addebito del canone in bolletta.  

I coniugi con due o più contratti di natura residenziale 
In caso contrario e, quindi, ove ci sia una fornitura elettrica di tipo residenziale sulla seconda casa
 il titolare, dovrà comunicare il codice fiscale dell'altro coniuge tenuto al pagamento per evitare, in questo modo, l'addebito in bolletta. Ciò, però, a condizione che entrambi i coniugi risiedano nell'abitazione principale. In questa situazione si trovano, ad esempio, due coniugi, residenti nella casa in città il cui contratto di energia della prima casa sia intestato al marito e quello della casa al mare alla moglie. La moglie per evitare il doppio addebito sulla propria utenza dovrà produrre la dichiarazione di esenzione (quadro B) del modello diffuso dalle Entrate.  Diversamente, cioè ove ad esempio la moglie risieda nella casa al mare e il marito nella casa in città, i coniugi dovranno pagare due volte il canone, su entrambe le abitazioni. 

Se il secondo immobile la cui utenza elettrica sia intestata alla moglie, invece, è dato in affitto a terzi la moglie potrà presentare la dichiarazione sostitutiva ed evitare l’addebito del canone sull’utenza elettrica in quanto il canone è già pagato dal marito in relazione all'abitazione principale in cui risultano residenti. Ove ancora sia lo stesso coniuge a risultare intestatario dei contratti di energia (di tipo residenziale) su entrambe le abitazioni (ad esempio sia nella casa al mare che nell'abitazione in città) non dovrà essere effettuata alcuna dichiarazione di esenzione all'Agenzia in quanto l'addebito sarà effettuato una sola volta su una delle utenze elettriche dell'intestatario. Naturalmente se la seconda casa è inabitata e non c'è alcuna fornitura di energia elettrica non si pagherà il canone e non si dovrà effettuare alcuna comunicazione. 

I figli residenti
La situazione, poi, si complica in caso di figli che risultino residenti nella seconda casa ma il contratto di energia sia intestato ad uno dei genitori. In tal caso, precisano dalle Entrate, il genitore può presentare la dichiarazione sostitutiva compilando il quadro B per comunicare che il canone dovuto è addebitato sull’utenza elettrica di tipologia residenziale intestata all'altro coniuge. I figli, invece, dato che hanno la residenza anagrafica nella seconda casa costituiscono un’autonoma famiglia anagrafica e, pertanto, saranno tenuti al pagamento del canone mediante versamento con modello F24 entro il 31 ottobre 2016. 

Gli inquilini
I casi sono molteplici e, quindi, il rischio di incorrere in errori è dietro l'angolo. Particolare attenzione va prestata anche dagli inquilini in affitto che non abbiano effettuato la voltura della fornitura dell'energia elettrica in loro favore (e quindi l'utenza elettrica risulti intestata al proprietario dell'abitazione). In tal caso se l'inquilino possiede un apparecchio televisivo nell'abitazione dovrà pagare il canone, indipendentemente dalla proprietà dell'appartamento e dall'intestazione dell'utenza elettrica. Ma non potrà farlo con la bolletta (in quanto intestata al proprietario) bensì tramite modalità che saranno precisate nel decreto del Mise di prossima pubblicazione (probabilmente dovrà effettuare un F24 entro il 31 ottobre 2016). Se l'inquilino, invece, facesse parte di una famiglia anagrafica che già paga il canone (ad esempio, perché ha la residenza anagrafica nella casa dei genitori) oppure se per un'altra abitazione è titolare di un contratto di energia elettrica per uso domestico residenziale in relazione al quale è già addebitato il canone non dovrà pagarlo di nuovo con l'F24. In questi casi, non deve comunque presentare alcuna dichiarazione.

Infine con riferimento all'inquilino che avesse, invece, effettuato la voltura della bolletta in suo nome si torna alle regole generali. E quindi dovrà pagare il canone (ma qui con la bolletta) se detiene un apparecchio TV nell'immobile. Se però fa parte di una famiglia anagrafica che già paga il canone, avendo mantenuto la residenza anagrafica, ad esempio, nella casa dei genitori potrà presentare la dichiarazione compilando il quadro B e indicando il codice fiscale del soggetto intestatario dell'utenza (nell'esempio, il padre o la madre) su cui è dovuto il canone. Se, poi, l'inquilino è proprietario di un'altra abitazione in cui è titolare di un contratto di energia elettrica per uso domestico residenziale in relazione al quale è già addebitato il canone non dovrà presentare alcuna dichiarazione, in quanto il canone è comunque addebitato una sola volta.

I tempi per produrre la dichiarazione
L'unica novità positiva, in questo marasma di casi e regole, è che la 
dichiarazione sostitutiva, potrà essere presentata in qualunque giorno dell'anno, avrà effetto per l'intero canone dovuto per l'anno di presentazione e non dovrà essere ripresentata ogni anno. Dunque, chi deve compilare il quadro B della dichiarazione, non incorre nella scadenza del 16 maggio 2016 a cui invece sono soggetti coloro che devono dichiarare la mancata detenzione della TV.

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Documenti: Le Faq diffuse dall'Agenzia delle Entrate ; la Dichiarazione sostitutiva da presentare 

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