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Canone Rai, pagano anche i residenti all'estero

L'Agenzia delle Entrate precisa gli adempimenti relativi ai contribuenti italiani residenti all'estero che abbiano un immobile all'interno del territorio dello stato. 

Anche i contribuenti residenti all'estero rischiano di dover pagare il canone sull'abitazione presente sul territorio italiano. A meno di non possedere alcun apparecchio televisivo all'interno dell'immobile. Lo precisa l'Agenzia delle Entrate in uno degli ultimi esempi dedicati alla compilazione della dichiarazione sostitutiva che consente ai contribuenti di evitare l'addebito del canone in bolletta dal prossimo 1° luglio. La residenza in un Paese estero non esonera, infatti, precisa l'Agenzia dal pagamento del canone se sono presenti apparecchi televisivi all’interno di una qualunque abitazione situata in Italia. In questo caso il contribuente è tenuto al pagamento del canone e non può, pertanto, presentare la dichiarazione di mancato possesso.

Se il contribuente è titolare di un contratto di energia elettrica di tipo residenziale l'addebito, si ritiene, verrà effettuato direttamente in bolletta; se il contratto è di natura non residenziale il contribuente dovrà mettersi in regola spontaneamente con le modalità previste dall’emanando decreto del ministero dello sviluppo economico (probabilmente dovrà pagare con l'F24 o con un bollettino entro il prossimo ottobre). In assenza di apparecchi televisivi e in presenza di un’utenza elettrica di tipo residenziale, invece, il contribuente può presentare la dichiarazione sostitutiva per evitare l’addebito del canone sulla fattura elettrica, compilando il relativo Quadro A. L'agenzia non lo dice ma nel caso in cui il contribuente non abbia apparecchi televisivi e fosse in presenza di un'utenza di tipo elettrico non residenziale il contribuente non dovrebbe effettuare, invece, alcun tipo di adempimento.

Altri chiarimenti arrivano anche con riferimento ai contributi ricoverati presso case di riposo. In tal caso se il contribuente detiene un apparecchio tv nella propria abitazione è tenuto al pagamento del canone anche se è ricoverato in casa di riposo. Se il contribuente non possiede la TV, qualora sia titolare di un'utenza elettrica con tariffa residenziale, per evitare l'addebito del canone nella fattura elettrica, dovrà presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione. 
Se, invece, il contribuente non possiede la TV e non è titolare di un'utenza elettrica con tariffa residenziale (ad esempio, perché l'utenza elettrica è intestata al figlio che risiede in altra abitazione) ed è già titolare di abbonamento alla TV dovrà seguire la procedura già utilizzata negli anni passati e, quindi, dovrà dare disdetta dell'abbonamento ai sensi dell'art. 10 del RDL n. 246/1938, inviando un'apposita raccomandata allo Sportello SAT dell'Agenzia delle entrate.

In generale, però, a distanza di poche settimane dal prelievo in bolletta restano numerosi punti oscuri. Non a caso la stessa Agenzia delle Entrate ha dovuto procedere alla pubblicazione di ben 16 esempi di compilazione con riferimento soprattutto ai contribuenti con seconde case. Costoro infatti possono evitare di pagare due volte il canone solo se risultano residenti nella stessa abitazione: negli altri casi il residente nella seconda casa sarà tenuto al pagamento dell'imposta o tramite la bolletta (se ha un contratto di tipo residenziale intestato a suo nome) oppure, pagando entro la fine di ottobre con le modalità che saranno stabilite nell'emanando decreto del Mise. Per una più puntuale analisi dei vari casi relativi ai contribuenti con seconde case si veda qui.

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