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Fondo Povertà, Ripartite le risorse per l'inclusione sociale nel triennio 2018-2020

In Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero del Lavoro che trasferisce ai territori le risorse del Fondo nazionale per la lotta alla povertà per il rafforzamento dei servizi per l'inclusione sociale.

Ok al rafforzamento dei servizi per l'inclusione sociale. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di riparto del Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, che trasferisce ai territori le risorse per il rafforzamento dei servizi per l'inclusione sociale previste dalla legge per il contrasto alla povertà. 

Una quota del Fondo povertà è infatti dedicata alla attuazione di un Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà che, oltre a quelli del REI, sostiene anche altri interventi. Nello specifico si tratta di 297 milioni di euro nel 2018, 347 milioni nel 2019 e 470 milioni nel 2020, da utilizzare secondo quanto previsto nel Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà, adottato con lo stesso decreto, dopo l'approvazione da parte della Rete delle protezione e dell'inclusione sociale lo scorso 22 marzo 2018.

Le risorse sono destinate al finanziamento di tre interventi principali: 1) il finanziamento dei servizi per l’accesso al REI, per la valutazione multidimensionale finalizzata ad identificare i bisogni del nucleo familiare e per i sostegni da individuare nel progetto personalizzato del REI (​272, ​322, e 445 milioni rispettivamente nel 2018, 2019 e 2020); 2) finanziamento di interventi e servizi in favore di persone in condizione di povertà estrema e senza dimora, (​20 milioni di euro l'anno per il triennio 2018-2020); 3) ​finanziamento di interventi, in via sperimentale, in favore di coloro che, al compimento della maggiore età, vivano fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria, volti a prevenire condizioni di povertà e permettere di completare il percorso di crescita verso l’autonomia (5 milioni di euro l'anno per il triennio 2018-2020) 

Gli obiettivi

Tra gli obiettivi più ambiziosi del piano c'è quello di offrire una tutela ai senza dimora (e, più in generale, di chi è in povertà estrema) tramite il modello dell'housing first predisponendo cioè, per la complessità del bisogno, apposite strategie di accompagnamento, di intensità e specializzazione non immaginabili nella generalità dei progetti da predisporre per i beneficiari del REI, tra cui, ad esempio, l'alloggio. C'è poi l'obiettivo di ottimizzare ed uniformare su tutto il territorio nazionale un numero adeguato di punti per l’accesso al REI, presso i quali in ogni ambito territoriale è offerta informazione, consulenza e orientamento ai nuclei familiari sulla rete integrata degli interventi e dei servizi sociali e, qualora ricorrano le condizioni, assistenza nella presentazione della richiesta del ReI. Al 21 marzo 2018, secondo quanto riportato dal Ministero del Lavoro, erano 347 gli ambiti territoriali che avevano effettuato la comunicazione (poco meno del 60% del totale, cui corrisponde oltre il 65% della popolazione residente ). In tali territori mediamente è presente un punto per l’accesso ogni 10 mila abitanti, anche se, complessivamente, oltre un quarto della popolazione risiede in ambiti con meno di due punti di accesso ogni 100.0000 abitanti. Inoltre si è riscontrata una notevolissima variabilità tra regioni: si va dagli oltre 40 punti per l’accesso ogni 100 mila abitanti in Molise ai 3 del Lazio, della Basilicata e della P.A. di Trento. Le risorse messe a disposizione dal decreto dovrebbero aumentare i punti di accesso rispetto al numero di abitanti uniformando il dato nelle varie regioni.  

Le risorse saranno erogate nelle prossime settimane a seguito della valutazione dei Piani regionali per la lotta alla povertà che, in coerenza con il Piano nazionale, individuano i fabbisogni specifici dei territori.

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Documenti: Il Decreto del Ministero del Lavoro

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