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Mutui, Crescono gli importi erogati ma gli italiani preferiscono il tasso fisso

I dati dell'osservatorio congiunto Facile.it e Mutui.it fotografa una ripresa lenta del mercato dopo la crisi degli anni passati. A febbraio 2017 l'erogato medio è stato pari a 121.039 euro, equivalente al 6,22% in più rispetto ad un anno fa.

Crescono i mutui per l'acquisto di casa negli ultimi dodici mesi. La fotografia sul credito scattata dall'Osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it conferma il positivo andamento dei mutui tra il febbraio 2016 ed il febbraio 2017. L'analisi condotta su un campione di oltre 13mila pratiche mette in risalto che l'incremento, però, sembra in qualche modo aver rallentato col passare del tempo visto che se si ferma l'analisi ai sei mesi l'aumento è pari al 5,34% e, nei tre mesi scorsi, al 4,21%. All'aumento degli importi richiesti corrisponde anche quello nelle somme erogate dalle banche, anche se in questo senso la crescita è inferiore e, di conseguenza, si crea un certo scollamento fra quanto gli aspiranti mutuatari vorrebbero ricevere e quanto effettivamente ottengono.

Gli italiani restano fedeli al tasso fisso, più sicuro
A febbraio 2017 l'erogato medio è stato pari a 121.039 euro, equivalente al 6,22% in più rispetto ad un anno fa.  Con gli indici di riferimento ai valori più bassi di sempre, sono moltissimi gli italiani che cercano di garantirsi per tutta la durata del mutuo le migliori condizioni possibili e, quindi, scelgono in massa il tasso fisso, cui sono indicizzati il 77% dei mutui richiesti a febbraio 2017 anche se tra dicembre 2016 ed febbraio 2017, il tasso variabile torna a crescere guadagnando oltre 4 punti percentuali (+4,32%). Guardando al rapporto fra valore dell'immobile e importo del mutuo, se da un lato gli italiani continuano a tarare le proprie richieste su importi che sono pari a poco meno del 60% del prezzo della casa oggetto della compravendita, le banche ridimensionano le aspettative e finanziano in media il 53% del valore (era quasi il 56%) a dicembre, ma rimangono comunque anch'esse stabilmente al di sopra della soglia psicologica del 50%.

L'identikit del mutuatario medio
Invariate, ormai da un anno, sia la durata media del piano di restituzione (22 anni), sia l'età del richiedente tipo (40 anni). Sono i mutui relativi alla prima casa quelli per i quali si riscontrano gli aumenti più significativi. Se a febbraio chi ha sottoscritto una richiesta di finanziamento per comprare la sua prima casa puntava ad ottenere appena meno di 143mila euro (+8,85% rispetto all'anno prima), le banche hanno comunque scelto di essere più generose rispetto a febbraio 2016, concedendo mediamente oltre 125mila euro (+9,18%), ma notevolmente più parche in confronto ai valori di dicembre 2016, quando concedevano in media poco più di 136mila euro, vale a dire l'8% in più. Anche per i mutui prima casa rimangono sostanzialmente identici sia l'età media dei richiedenti (38 anni, uno in meno rispetto al febbraio 2016) e i tempi di restituzione del mutuo (24 anni, erano 23 dodici mesi fa). 

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