Menu

Pensioni, Raggiunta l'intesa per il taglio dei vitalizi agli ex consiglieri regionali

L'Accordo in conferenza Stato-Regioni da' attuazione ad un passaggio contenuto nella legge di bilancio per il 2019. Il taglio sarà retroattivo e strutturale.

Spianata la strada per il taglio definitivo dei vitalizi degli ex consiglieri regionali. E' stata raggiunta infatti l'intesa in Conferenza Stato Regioni lo scorso 3 Aprile con la quale le Regioni potranno procedere al ricalcolo del vitalizio nei confronti di coloro che abbiano ricoperto la carica di presidente, di assessore o di consigliere di una Regione o di una Provincia autonoma. L'intesa fa seguito ad una precisa disposizione contenuta nella legge di bilancio per il 2019 (articolo 1, co. 965 e ss. della legge 145/2018) che ha imposto alle Regioni, pena il taglio dei trasferimenti erariali, di procedere al ricalcolo dei vitalizi in questione. Al pari di quanto deliberato dagli uffici di presidenza di Camera e Senato nel corso del 2018.

Nello specifico l'articolo 1, co. 965 della legge 145/2018 impone alle Regioni di ridefinirne la loro misura in favore di coloro che abbiano rivestito la carica di presidente della regione, di consigliere regionale o di assessore regionale sulla base di criteri e parametri definiti in sede di Conferenza Stato - Regioni al fine di favorire l'armonizzazione delle rispettive normative. Obiettivo superare l'attuale frammentazione normativa e garantire un ricalcolo strutturale dei vitalizi già in essere in luogo di quelli temporanei deliberati attualmente dalle Regioni.

I contenuti dell'Intesa

Il raggiungimento dell'Intesa in Conferenza Stato-Regioni delinea i contorni entro i quali gli enti regionali dovranno deliberare le riduzioni tramite apposite leggi regionali.  L'intesa sancisce che la rideterminazione interessa i trattamenti previdenziali e degli assegni vitalizi in essere in favore di coloro che abbiano ricoperto la carica di presidente, di assessore o di consigliere di una Regione o di una Provincia autonoma. Si applica agli assegni vitalizi in corso di erogazione, e a quelli non ancora erogati, con esclusione dei trattamenti previdenziali, erogati o da erogare, il cui ammontare è stato definito esclusivamente sulla base del sistema di calcolo contributivo.

Il meccanismo di ricalcolo deve avvenire con il sistema contributivo nel rispetto comunque di due soglie di garanzia: 1) l'ammontare del vitalizio ricalcolato non deve risultare inferiore a due volte il trattamento minimo INPS; 2) l'ammontare dell'assegno vitalizio, a seguito della rideterminazione, non può comunque superare l'importo erogato ai sensi della normativa vigente. A decorrere dalla data di applicazione della rideterminazione cessano di avere efficacia le eventuali disposizioni che prevedono riduzioni temporanee degli assegni vitalizi in essere. Gli importi degli assegni vitalizi derivanti dalla rideterminazione sono soggetti a rivalutazione automatica annuale, a partire dall’anno successivo all’applicazione della rideterminazione, sulla base dell’indice ISTAT di variazione dei prezzi al consumo.

Documenti: L'intesa Stato-Regioni del 3 Aprile 2019

Torna in alto

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici