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Pensioni, Uil: Ecco dove trovare le risorse per la flessibilità in uscita

Uno studio del sindacato ricorda come sia possibile individuare risorse aggiuntive per garantire maggiore flessibilità in uscita senza colpire i lavoratori.

  “La prossima Legge di Stabilità deve sostenere in maniera forte la ripresa della nostra economia.” È quanto ha dichiarato il Segretario confederale della UIL, Domenico Proietti. “Ciò può avvenire attraverso un intervento a sostegno delle pensioni in essere, il rinnovo dei contratti a cominciare da quelli pubblici, ed eliminando tutte le ingiustizie del sistema previdenziale. In particolare, vanno affrontati i temi dei lavori usuranti, dei lavoratori precoci, delle ricongiunzioni onerose e introducendo una reale flessibilità di accesso all’età pensionisticaSull’insieme di questi argomenti nelle scorse settimane si è fatto un lavoro utile nel confronto fra governo e sindacati che adesso richiede scelte coerenti e coraggiose”.

Secondo la Uil, che nei giorni scorsi ha pubblicato uno studio ad hoc sulla questione, i Governi che si sono susseguiti in questi anni hanno fatto cassa sul sistema previdenziale a scapito di pensionati e pensionandi. Secondo quanto indicato nell’ultimo Def, con i vari interventi succedutesi dal 2004 ad oggi, si stima che a regime, nel 2050, lo Stato possa risparmiare complessivamente oltre 900 miliardi di Euro. Ma ciò non basta considerando che altre risorse stanziate per interventi in ambito previdenziale continuano ad essere distratte per scopi diversi da quelli stabiliti dalla legge. È il caso del Fondo dei lavori usuranti, istituito nel 2007, e del Fondo a sostegno delle politiche sociali e familiari per le lavoratrici, istituito nel 2010, a seguito dell’innalzamento dell’età delle donne a 65 anni nel settore pubblico.

Secondo un’elaborazione prudenziale, la UIL ha calcolato che del Fondo dei lavori usuranti è rimasto inutilizzato quasi un miliardo di euro, esattamente 987 milioni di euro. Per quanto riguarda, poi, il Fondo a sostegno delle politiche familiari, dal 2010 a oggi, sono stati postati 2.632 milioni di euro. Sommando tali risorse, si avrebbero 3.619 milioni di euro. Almeno questa cifra potrebbe essere destinata alla reintroduzione di una flessibilità per tutti, a partire dai 62 anni.

Una parte di questi soldi, però, è già stata indirizzata verso altre poste. Numeri numeri alla mano la Uil ricorda che dai 283 milioni di euro ( stanziati e non utilizzati per il 2009 ed il 2010 ) , vanno sommati 714,6 milioni di euro che nel 2015 e nel 2016 non sono stati utilizzati o sono confluiti a coprire altre poste di bilancio, per un totale di 98  milioni di euro. Già questo dato parziale è stimato per difetto , ma non solo. Il totale dei risparmi è sicuramente superiore poiché non è disponibile il dato di spesa e i relativi risparmi per gli anni che vanno dal 2011 al 2014.

Le eccessive rigidità della normativa hanno, comunque, limitato molto l’accesso alla pensione. Infatti , per l’anno 2011 sono state presentate 11.124 domande di pensione anticipata per lavori usuranti , di cui solo 3.089 accolte . Per quanto riguarda il 2015 e il 2016 l’ INPS nel Rapporto Annuale 2014 ha stimato gli oneri per il pagamento dei trattamenti derivanti dalla normativa sui lavoratori usuranti pari a 24,6 milioni di euro nel 2015 e 26,8 milioni di e uro nel 2016. Discorso simile anche per il Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale, destinato a sostenere politiche sociali e familiari, in particolare quelle inerenti la non autosufficienza e le esigenze di conciliazione tra vita lavorativa e familiare delle lavoratrici previsto dal decreto legge 78/2010. Nel fondo si sono accantonati ben 2,6 miliardi di euro frutto dei risparmi prodotti dall'innalzamento dell'età pensionabile a 65 anni per le lavoratrici del pubblico impiego nel 2011. Risorse però che sinora non sono state utilizzate per gli scopi preposti dalla normativa del 2010. 

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Documenti: Lo studio della Uil

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