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Resto Al Sud, Scattano nuove agevolazioni per l'imprenditoria giovanile

La misura è contenuta nel Decreto Legge sul Mezzogiorno approvato Venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri. Istituite anche le ZES, le zone economiche speciali con riferimento alle zone portuali.

Un pacchetto di misure per attrarre investimenti al meridione. Che spaziano da nuovi incentivi alla creazione di forme di impresa, istituzione di zone economiche speciali (ZES), con particolare riferimento alle aree portuali, nonché una serie di misure di semplificazione e per la velocizzazione degli investimenti, pubblici e privati, nel Mezzogiorno. Sono queste le principali novità contenute nel decreto legge sul Mezzogiorno, approvato venerdì scorso dal Cdm ed in attesa di pubblicazione in gazzetta Ufficiale. Il provvedimento che fa seguito a quello dello scorso dicembre (D.L. 243/16) con il quale sono stati aumentati gli incentivi agli investimenti industriali, spicca soprattutto per una misura denominata Resto al sud” che intende offrire un sostegno alla nuova imprenditorialità giovanile localizzata nelle regioni del mezzogiorno d'Italia. 

L'incentivo Resto Al sud

Il provvedimento prevede, per i giovani meridionali che non dispongano di mezzi propri per avviare un’attività propria - nell’ambito della produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ovvero relativa alla fornitura di servizi - una dotazione di 40.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante. Sono escluse le spese per progettazione e quelle per personale, al fine di evitare di alimentare mercati delle consulenze e comportamenti opportunistici, mentre è prevista la possibilità di azioni di accompagnamento nelle fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale da parte di enti pubblici e non, opportunamente accreditati. Il finanziamento residuale, rispetto alla quota di contributo a fondo perduto, sarà a tasso zero ed erogato tramite il sistema bancario, con il beneficio della garanzia pubblica, attraverso apposita sezione del Fondo di Garanzia per le PMI. La dimensione del finanziamento globale della misura assicurerà che la stessa non si esaurisca in tempi brevi al fine di fornire uno stimolo  all’economia meridionale nei prossimi anni. Sono inoltre previste ulteriori misure per sostenere l’imprenditoria giovanile nel settore agricolo in ragione delle sue specificità.

Zone Economiche Speciali

Ulteriore misura di rilievo strategico è quella che istituisce e regolamenta le ZES. Esse saranno concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate. Lo scopo è di sperimentare nuove forme di governo economico di aree concentrate, nelle quali le procedure amministrative e le procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese, che operano o che si insedieranno all’interno delle aree, siano coordinate da un soggetto gestore in rappresentanza dell’ Amministrazione centrale, della Regione interessata e della relativa Autorità portuale, al fine di consentire una progettualità integrata di sviluppo della ZES, con l’obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali. Allo stesso scopo, le ZES saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al sud. In particolare, oltre agli investimenti delle PMI, saranno eleggibili per il credito d’imposta investimenti fino a 50 milioni di euro, di dimensioni sufficienti ad attrarre player internazionali di grandi dimensioni e di strategica importanza per il trasporto marittimo e la movimentazione delle merci nei porti del Mezzogiorno. Le ZES saranno attivate su richiesta delle regioni meridionali interessate, previo adeguato progetto di sviluppo, e queste ultime saranno pienamente coinvolte nel loro processo di istituzione e nella loro governance. 

Il decreto prevede, inoltre, strumenti di velocizzazione degli investimenti pubblici e privati, la semplificazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi dei Patti per lo sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno, accelerando i tempi e riducendo gli oneri a carico delle Amministrazioni centrali. Con una specifica  misura di valorizzazione dei Contratti Istituzionali di sviluppo si rende invece possibile l’utilizzo di questa forma di gestione dell’attuazione degli interventi di notevole complessità nei programmi operativi, finanziati con risorse nazionali e comunitarie, che ha dato buoni frutti nelle esperienze già attive. 

Covello (Pd): iniziativa importante soprattutto per i giovani

“Finalmente il Sud, dopo gli anni del buio e della mortificazione economica da parte dei governi di centrodestra, puo’ contare su basi solide per crescere”. Così Stefania Covello, deputata e componente della direzione nazionale dl Pd, Stefania Covello, nel commentare l’approvazione da parte del Cdm del piano ‘Resto al Sud’. “Il decreto licenziato dal Consiglio dei Ministri – spiega – è un tassello decisivo per completare la strategia, attuata prima dal governo Renzi e poi da quello Gentiloni, per liberare le potenzialita’ economiche e sociali del Mezzogiorno finora rimaste inespresse. Due norme ci paiono di particolare importanza in questo senso. L’istituzione delle Zes, misura già sollecitata con una mia proposta di legge, rappresenta uno strumento di sicura efficacia per rimettere in modo l’economia meridionale.

La valorizzazione dei retroporto, a partire dal quella di Gioia Tauro, permettera’ infatti di rivitalizzare tutto il sistema commerciale e imprenditoriale. Altrettanto importanti sono le misure per l’imprenditoria giovanile. Anche i giovani che non dispongano di risorse finanziarie di partenza, saranno messi dallo Stato nelle condizioni di intraprendere un’attivita’ imprenditoriale, per mezzo di finanziamenti a fondo perduto. Un modo efficace per irrobustire il tessuto economico e offrire ai giovani possibilita’ finora negate. Grazie all’iniziativa, alla determinazione e all’impegno dei governi Renzi e Gentiloni, e in modo particolare di Claudio De Vincenti – conclude la Covello – il Sud potrà dunque affrontare le sfide dell’economia partendo da condizioni di maggiore parità rispetto al resto del Paese”.

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