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Riforma Pensioni, Cominardi: "Pronti a superare Legge Fornero"

Il sottosegretario al welfare ha risposto ieri ad una interrogazione parlamentare presso la Commissione Lavoro della Camera. "Terremo in considerazione anche coloro che hanno svolto attività particolarmente usuranti e gravose". 

"Per ciò che riguarda il nostro sistema pensionistico, ritengo necessario e urgente provvedere all'introduzione di nuovi canali di uscita, più equi e agevoli, al fine del conseguimento della prestazione pensionistica, soprattutto in presenza di una congrua contribuzione da parte del lavoratore, e che mirino a superare le modifiche introdotte dalla cosiddetta riforma Fornero al fine di agevolare l'uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse". Così Claudio Cominardi, sottosegretario al welfare rispondendo ieri ad una interrogazione parlamentare sollevata dall'Onorevole Walter Rizzetto presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati in merito alle modifiche alle Legge Fornero.

"Cercheremo di consentire a lavoratori che già hanno prestato la loro attività per un numero consistente di anni di uscire dal mondo del lavoro con la garanzia di un reddito da pensione che rispetti i parametri costituzionali della adeguatezza e della proporzionalità. Avremo innanzi a noi il dettato dell'articolo 36 della Costituzione e garantiremo, con norme misurate in grado di tutelare la stabilità economica del Paese, una esistenza libera e dignitosa a tutti i lavoratori. Non trascureremo, al contempo, di valutare la fattibilità di misure che tutelino massimamente i lavoratori che hanno svolto attività particolarmente usuranti e gravose" ha detto il rappresentante del Governo. "In questa ottica troverà ragione anche la pensione di cittadinanza con l'obiettivo di dare dignità e sostegno alle fasce più deboli in Italia e, nello specifico, a favore di coloro che ricevono un assegno pensionistico di importo inferiore a 780 euro. Questa così come altre importanti misure saranno centrali nella prossima legge di bilancio e nel successivo percorso del nostro Governo certi di dare risposte efficaci alle istanze di cittadini e lavoratori".

Governo studia una modifica alla durata della Cigs

Rispondendo ad un'altra interrogazione sollevata da Epifani (Pd) Cominardi ha poi indicato la volontà dell'esecutivo di mettere mano al periodo massimo fruibile della Cigs dato che entro la fine di settembre per molte imprese e lavoratori si raggiungerà il tetto del biennio nel quinquennio mobile come fissato dalla Riforma del 2015 dell'esecutivo Renzi. A questo riguardo il sottosgretario ha ricordato che con la legge di bilancio 2018, è stato introdotto l'articolo 22-bis del decreto legislativo n. 148 del 2015 che ha consentito una proroga del periodo di CIGS per riorganizzazione o crisi aziendale. "A tale intervento, allo stato, hanno fatto ricorso 19 aziende e sono stati interessati al trattamento CIGS n. 5322 lavoratori" ha detto Cominardi.

Che aggiunge "E' allo studio la possibilità di introdurre nell'Ordinamento una ulteriore proroga del trattamento di CIGS per i prossimi anni, in caso di crisi aziendale e in caso di cessione di azienda, con conseguente riassorbimento occupazionale o laddove sia possibile realizzare interventi di reindustrializzazione del sito produttivo, nonché, in alternativa ai processi sopra descritti, attraverso specifici percorsi di politica attiva posti in essere dalla regione interessata". Sarà valutata la possibilità di introdurre il trattamento di integrazione salariale straordinaria per crisi aziendale, alla presenza di determinate condizioni, sino ad un limite massimo di dodici mesi, in favore di quelle imprese, anche in procedura concorsuale, che abbiano cessato la propria attività produttiva e non si siano ancora concluse le procedure per il licenziamento di tutti i lavoratori, o la stiano cessando. La norma potrà agire anche in deroga alla disciplina ordinaria in modo da garantire il maggior sostegno possibile".

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