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Vaccini, Il Decreto Lorenzin è legge. Ecco cosa cambia

I bimbi da 0 a 6 anni, per poter frequentare il nido e la scuola materna, dovranno essere in regola con i vaccini obbligatori, pena la mancata iscrizione.

Via libera definitiva della Camera dei Deputati al decreto legge sui vaccini. Il testo dopo le migliorie apportate da Palazzo Madama è stato approvato oggi dall'Aula della Camera senza modifiche. Molte le novità contenute nel provvedimento che ha imbarcato alcuni correttivi durante l'iter parlamentare in primis per quanto riguarda la frequenza scolastica e le sanzioni per i genitori che non si mettono in regola.

La principale novità riguarda l'aumento del numero delle vaccinazioni obbligatorie, che passano dalle attuali 4 a 10 e diventano requisito fondamentale per l'ammissione dei bambini al nido e alla scuola dell'infanzia (0-6 anni). Tra queste figurano quelle in via permanente, come anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse e anti Haemophilusinfluenzae tipo B; a cui si aggiungono l' anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. E' prevista però una fase transitoria, per i bimbi nati tra il 2001 ed il 2016, con riferimento ai quali dovranno essere somministrate solo quelle previste dal Calendario vaccinale nazionale per ciascun anno di nascita. Pur non essendo obbligatorie, inoltre, ai nati dal 2012 al 2016 sono offerte gratuitamente le vaccinazioni anti-meningococcica C e anti-pneumococcica, mentre ai nati dal 2017 quelle anti-meningococcica B, anti-meningococcica C e anti-pneumococcica e anti-rotavirus. Le vaccinazioni si potranno prenotare direttamente e gratuitamente in farmacia, nell'ambito delle attività della "farmacia dei servizi".

I casi di esenzione

Sarà possibile evitare la vaccinazione solo nei casi di avvenuta immunizzazione a séguito di malattia naturale, comprovata dalla notifica effettuata in base alla disciplina vigente dal medico curante (notifica all'autorità sanitaria competente circa la sussistenza della malattia infettiva o diffusiva) o dagli esiti dell'analisi sierologica; o nei casi di pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. Per le suddette ipotesi di pericolo, le vaccinazioni possono essere omesse o differite, a seconda dei casi.

Le scadenze 

Entro il 31 ottobre per la scuola dell’obbligo (sino a 16 anni), e il 10 settembre per i nidi (0-6 anni), per l’avvenuta vaccinazione può essere presentata la relativa documentazione oppure un’autocertificazione. In tal caso, però, i genitori dovranno presentare successivamente la copia del libretto attestante l'avvenuta vaccinazione entro il 10 luglio di ciascun anno - ovvero, per l'anno 2017, entro il 10 marzo 2018. Per l’omissione, il differimento e l’immunizzazione da malattia deve essere presentata la relativa documentazione, mentre coloro i quali sono in attesa di effettuare la vaccinazione devono presentare copia della prenotazione dell’appuntamento presso l’Asl la quale dovrà eseguire le vaccinazioni obbligatorie indicate nella schedula vaccinale in relazione all'età ed entro la fine dell'anno scolastico ovvero entro la conclusione del calendario annuale per i servizi educativi per l'infanzia o dei corsi per i centri di formazione professionale regionale. Dall’anno scolastico 2019/2020 è prevista, poi, un’ulteriore semplificazione degli adempimenti delle famiglie per l’iscrizione a scuola dei minori, visto che gli istituti scolastici dialogheranno direttamente con le Asl per verificare lo “stato vaccinale” degli studenti, senza ulteriori oneri per le famiglie.

Sanzioni 

Sanzioni pesanti per coloro che non si mettono in regola. Da un lato viene stabilito, infatti, che la vaccinazione è requisito fondamentale per la frequenza del nido dall'altro si prevede una sanzione amministrativa pecuniaria, da 100 a 500 euro previa conclusione di una fase preventiva di contestazione, da parte dell'azienda sanitaria locale territorialmente competente, con conseguente esclusione della sanzione qualora il vaccino o la prima dose vaccinale siano somministrati nel termine indicato nell'atto di contestazione ed il ciclo sia completato nel rispetto della tempistica stabilita da parte del "decisore territoriale" nella schedula vaccinale in relazione all'età. E' stato, invece, soppresso l'obbligo per l'azienda sanitaria di segnalare l'inadempimento dell'obbligo vaccinale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni per gli eventuali adempimenti di competenza. 

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Documenti: Il testo del provvedimento approvato dalla Camera

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