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Dal 2019 salgono gli interessi in caso di ritardato pagamento della pensione e del TFS

Sulle pensioni, prestazioni e indennità pagate in ritardo dall'Inps dal 1° gennaio 2019 sarà dovuto un interesse legale dello 0,8%, più elevato di mezzo punto percentuale rispetto a quello vigente sino al 31 dicembre 2018

L'aggiornamento del saggio di interesse legale dal prossimo anno avrà effetti anche sul fronte della previdenza. Ne da' notizia l'Inps con la Circolare numero 124/2018 con la quale l'Istituto detta le istruzioni a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del ministro dell'economia del 12 dicembre 2018. Il provvedimento appena citato ha fissato il nuovo saggio di interesse legale a partire dal 1° gennaio 2019 in misura pari allo 0,8%.

La vigente normativa (art. 2, comma 185, legge n.662/1996) stabilisce che il ministro può modificare la misura del saggio, sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di stato di durata non superiore a 12 mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell'anno. L'ultima modifica del tasso si è registrata alla fine dello scorso anno quando il Ministero dell'Economia fissò con il decreto 13 Dicembre 2017 (Gu 15 Dicembre 2017), con riferimento all'anno 2018, il tasso di interesse in misura pari allo 0,3%. Dal prossimo anno, pertanto, saranno più care le sanzioni dovute sui contributi previdenziali versati in ritardo da imprese e lavoratori e gli interessi sulle pensioni, prestazioni ed indennità corrisposte dall'Inps ai diretti interessati in ritardo rispetto alla prima data utile di decorrenza. 

Per quanto riguarda i contributi, come noto, l'art. 116, comma 15, della legge n. 388/2000, ha disciplinato l'ipotesi di riduzione delle sanzioni civili relativamente al mancato o ritardato versamento di contributi, alla misura prevista per gli interessi legali. Tale previsione è subordinata all'integrale pagamento dei contributi dovuti. In presenza di domanda di pagamento dilazionato, tale condizione si realizza a seguito dell'accoglimento della domanda stessa che, come noto, richiede il rispetto dei requisiti di correntezza e regolarità dei versamenti dovuti.  Pertanto, i contributi con scadenza di pagamento a partire dal 1° gennaio 2019 saranno oggetto di una maggiorazione dello 0,8%. Per le esposizioni debitorie pendenti alla predetta data, tenuto conto delle variazioni della misura degli interessi legali intervenute nel tempo, il calcolo degli interessi dovuti dovrà essere effettuato secondo i tassi vigenti alle rispettive decorrenze.

La modifica del tasso legale produce effetti anche con riferimento alle pensioni e alle prestazioni in pagamento dall'Inps (come ad esempio le prestazioni di fine rapporto e di fine servizio). In particolare il ritardato pagamento delle prestazioni in scadenza dal 1° gennaio 2019 sarà oggetto di un interesse legale pari allo 0,8%.

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Documenti: Circolare Inps 124/2018

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