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Isee, Ok all'accordo per la continuità del servizio dei CAF

Raggiunto l'accordo quadro per il rinnovo del servizio per il rilascio dell'ISEE da parte dei CAF. Revocata la sospensione indetta dal prossimo 15 maggio.

Nessuna sospensione del servizio ISEE. Il rinnovo della convenzione quadro tra Inps e Consulta Nazionale dei Caf firmata in settimana ha permesso di arrivare alla revoca della sospensione di un servizio, l'Isee, molto attesa dai cittadini. E' quanto si legge in una nota congiunta dei sindacati confederali. I Caf in tutta Italia avevano ricevuto una significativa espressione di solidarietà, manifestata anche attraverso il #CAFDAY, iniziativa promossa lo scorso 10 maggio dalla Consulta dei Caf, ma anche raccolto la preoccupazione di coloro che avrebbero subito, oltre ad un'ingiustizia, un notevole danno economico. In particolare le fasce più deboli, prosegue la nota. 

Anche sulla spinta di questa solidarietà, che lega gli stessi operatori dei Caf ai cittadini, la Consulta Nazionale si è impegnata fino in fondo insieme all'Inps, nella ricerca di soluzioni reali, continua la Cgil. La disponibilità dell'Inps ad aumentare di 6 milioni di euro il plafond di spesa per l'attività Isee e quella dei Caf ad accettare una tariffa comunque inferiore al costo sostenuto, proprio per la funzione sociale attribuita a questo strumento, permette di mantenere il servizio gratuito verso i richiedenti Isee. I Caf, che fino ad oggi non hanno mai sospeso il servizio, continueranno a fornirlo con la vicinanza e l'assistenza necessarie, in tutto il Paese.

L'attenzione della Consulta dei Caf non si arresta: il rapporto con il Governo, in particolare per la manovra prevista a giugno, il peso delle Amministrazioni e Istituzioni Pubbliche che usufruiscono dell'Isee per garantire ai cittadini una equità economica nei servizi che offrono, verranno costantemente monitorati dai rappresentanti dei Caf per non ritrovarsi ancora in questa inopportuna situazione, prosegue la nota. La necessità di norme che prevedano in forma strutturale il sostegno ad un servizio indispensabile è evidente. Non si possono risolvere attraverso misure tampone. Ne con altre soluzioni che rischierebbero di vanificare gli sforzi fin qui fatti per assicurare l'esercizio di questo diritto a tutti i cittadini svolto, in qualsiasi angolo del nostro Paese, attraverso gli sportelli dei Caf con migliaia di figure professionali competenti ed affidabili. 

L'Inps nel 2016 ha versato ai Caf 130 milioni di euro. Lo sottolinea l'Inps in una nota. Fin dal 2001, l’Inps ha stipulato convenzioni con i Centri di Assistenza Fiscale (Caf), per lo svolgimento di diversi servizi, fra cui quelli relativi alla trasmissione sia delle dichiarazioni reddituali (modelli RED) che delle dichiarazioni di responsabilità (modelli ICRIC, ICLAV, ACC.AS/PS), ai fini di verificare i requisiti necessari per determinare il diritto e la misura delle prestazioni collegate. Per questi servizi l’Istituto, nel 2016 ha corrisposto ai CAF 42,5 milioni di euro (Iva inclusa). È previsto un rinnovo della convenzione nel 2017 per lo stesso importo. 

L’Inps, inoltre, stipula con i Caf una convenzione per la gestione dei servizi relativi agli adempimenti per il rilascio dei certificati Isee (l’Indicatore di Situazione Economica Equivalente), necessari per l’accesso a molti servizi, erogati dall’Istituto – tra cui il Bonus bebè e gli assegni al nucleo famigliare – e da altre pubbliche amministrazioni, continua la nota. Per questo servizio l’Istituto, nel 2016, ha corrisposto ai Caf 87 milioni di euro. Quindi, complessivamente, l’Inps ha versato quasi 130 milioni ai Caf nel 2016 in base a questi due tipi di convenzioni. 

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