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Pensioni, Conguagli in arrivo per il Fondo Clero

Pubblicato il decreto Ministeriale che adegua il contributo dal 1° gennaio 2018 a carico degli iscritti al Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica.

Cresce la contribuzione annua dovuta dagli iscritti al fondo clero. Lo fissa il decreto del Ministero del Lavoro concertato con quello delle Finanze 7 Agosto 2019 pubblicato ieri sul sito del dicastero del lavoro con il quale vengono, come di consueto, aggiornati i contributi pensionistici dovuti al Fondo.

Tale provvedimento ha stabilito che gli iscritti al Fondo di previdenza del clero secolare e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica dovranno pagare, per l'anno 2018, un contributo annuo pari a 1.741,08 euro annui con un aumento dell'1,1% rispetto alle cifre attualmente dovute dagli iscritti (1.722,08 euro) pari a 290,18 euro bimestrali e 145,09 euro mensili.

Il contributo relativo al Fondo Clero, come noto, è legato all'aumento percentuale che ha dato luogo alla variazione degli importi di pensione degli iscritti nell'anno precedente. Considerato che nel 2018 le pensioni hanno registrato un incremento dell'1,1% a causa dell'adeguamento all'inflazione il Ministero del Lavoro ha provveduto al ritocco al rialzo anche del contributo per il finanziamento delle suddette prestazioni.  Conseguentemente gli iscritti saranno tenuti ad effettuare conguagli rispetto agli importi provvisoriamente fissati dall'Inps con l'ultimo adeguamento. Le modalità del conguaglio saranno stabilite dall'Inps con apposite istruzioni.

La presenza del contributo minimo è alla base del particolare sistema di calcolo della pensione nel Fondo Clero. Essa è costituito da un assegno base, pari all'importo del trattamento minimo erogato dall'AGO (513,01€ nel 2019) a cui si aggiunge una maggiorazione annualmente stabilita dall'Inps, pari a 5,91€ per le pensioni aventi decorrenza nel 2019 (5,85€ per quelle decorrenti nel 2018 e 5,79€ per quelle decorrenti nel 2017), per ogni anno (intero) di contribuzione eccedente il ventesimo e per ogni anno (intero) di ulteriore contribuzione rispetto alla data di maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, cioè attualmente oltre i 69 anni e 20 anni di contributi (per i sacerdoti l'età di pensionamento di vecchiaia è infatti più elevata rispetto alla generalità dei lavoratori). In tale ultimo caso la misura base della pensione, cioè i 513,01€ del trattamento minimo, vengono moltiplicati ulteriormente per il coefficiente alla tabella D allegata alla legge 485/1972. Tale coefficiente varia in relazione al numero di anni interi trascorsi dalla data di perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi della pensione di vecchiaia alla data di decorrenza della pensione.

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