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Assegno di ricollocazione, Cosa cambia nel 2019 con il reddito di cittadinanza

Sospesa sino al 31 dicembre 2021 l'erogazione del voucher ai disoccupati percettori di naspi da almeno quattro mesi. La modifica è contenuta nel DL 4/2019.

L'assegno di ricollocazione non potrà essere più erogato ai disoccupati che percepiscono la naspi da almeno quattro mesi. L'articolo 9, co. 7 del DL 4/2019 sospende infatti, fino al 31 dicembre 2021, l’erogazione del “voucher” per la ricerca dell’impiego (previsto dall’articolo 23 del Dlgs 150/2015) ai disoccupati, percettori della Naspi da almeno quattro mesi, ove ne avessero fatto richiesta. Viene così modificato - salvo ulteriori interventi con la conversione in legge del decreto - uno degli istituti cardine del Jobs Act, che perseguiva l’incremento della flessibilità in entrata, con le assunzioni a termine acausali, della flessibilità gestionale, con le modifiche all’articolo 2103 del Codice civile, e di quella in uscita, con l’affievolimento del diritto alla reintegra sancito dal contratto a tutele crescenti, disciplinato dal Dlgs 23/2015.

L'identikit dello strumento

L’AdR, come noto, consiste in una somma (che non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale), graduata in funzione del profilo personale di occupabilità, spendibile presso i centri per l'impiego o i servizi accreditati. L’assegno è spendibile presso i centri per l'impiego o i soggetti privati accreditati (scelti dal disoccupato titolare dell'assegno di ricollocazione) per ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro. Il servizio ha una durata di sei mesi (prorogabile per altri sei nel caso non sia stato consumato l'intero suo ammontare) e deve essere richiesto dal disoccupato, a pena di decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito, entro due mesi dalla data di rilascio dell'assegno.

Assegno di ricollocazione e RdC

Con l’intervento del Dl 4/2019, l’assegno diviene parte integrante della funzione attribuita al reddito di cittadinanza. Nello specifico il DL 4/2019 dispone che allo scopo di ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca del lavoro, e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, il beneficiario del RdC tenuto a stipulare il Patto per il lavoro con il centro per l’impiego, decorsi 30 giorni dalla data di liquidazione della prestazione riceve dall’ANPAL l’assegno di ricollocazione (AdR) da spendere presso i centri per l’impiego o presso i soggetti accreditati. A pena di decadenza dal beneficio del Rdc, entro 30 giorni dal riconoscimento dell’AdR i suddetti soggetti devono scegliere il soggetto erogatore del servizio di assistenza intensiva, che ha una durata di sei mesi, prorogabile di ulteriori sei mesi qualora residui parte dell’importo dell’assegno; se entro 30 giorni dalla richiesta, il soggetto erogatore scelto non si attiva nella ricollocazione del beneficiario, questo deve rivolgersi ad altro soggetto erogatore. Invariati gli elementi che devono essere previsti dal servizio di assistenza alla ricollocazione, le modalità operative e l’ammontare dell’AdR. L’ammontare dell’assegno resta, in particolare, compreso tra 250 e 5.000 euro a seconda del profilo di occupabilità del lavoratore.

La sospensione per i disoccupati

Il DL 4/2019 prevede poi la sospensione fino al 31 dicembre 2021 dell’erogazione dell’assegno di ricollocazione ai disoccupati percettori di NASpI e disoccupati da più di quattro mesi. La norma non precisa, tuttavia, se la sospensione si applichi anche ai soggetti per i quali sia già in corso di godimento l'assegno medesimo o abbia efficacia sospensiva esclusivamente riguardo alle domande presentate dal 29 gennaio 2019 in poi, data di entrata in vigore del decreto 4/2019. Sul punto si attende un chiarimento.

La scelta di legare la misura solo ai titolari dell'RdC rischia, peraltro, anche di negare l'AdR anche ai titolari di Naspi che non usufruiscano del RdC per risultare oltre la soglia ISEE necessaria per il conseguimento dell'RdC.

Va segnalato che non viene sospesa invece l’attribuzione anticipata dell’assegno di ricollocazione, per i lavoratori in esubero nell’ambito delle procedure Cigs per riorganizzazione o crisi aziendale per i quali non sia espressamente previsto il completo recupero occupazionale (articolo 24-bis del Dlgs 148/2015).

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