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Assegno Unico Universale, Ecco a chi spetterà

-Una guida alle novità contenute nella Legge Delega di riforma dei sostegni alle famiglie con figli all'esame dell'Aula del Senato.

E' all'esame del Senato il disegno di legge che riforma i trattamenti familiari. Il provvedimento, già approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati, attribuisce la delega al Governo ad introdurre un assegno unico e universale per tutte le famiglie con figli (il cui importo deve essere ancora fissato) con l'assorbimento delle attuali erogazioni economiche aventi la medesima finalità (tra cui ad esempio gli assegni al nucleo familiare, l'assegno di natalità, il bonus bebè, eccetera) tramite l'adozione di uno o più decreti legislativi entro i 12 mesi successivi dall'entrata in vigore della Legge Delega. Vediamo quindi quali sono le novità in arrivo.

Principi base

Il progetto di legge prevede che l'assegno unico sia corrisposto in una quota base a tutti i nuclei familiari con uno o più figli, cui viene aggiunta una quota variabile modulata sulla condizione economica del nucleo familiare, come individuata dall'ISEE o da sue componenti. Gli importi delle quote non sono fissati nella Legge Delega, saranno i decreti delegati a stabilirne l'entità come anche le modalità di corresponsione a scelta tra credito di imposta e attribuzione di un assegno mensile.

L'assegno unico è cumulabile con il RdC e non concorre per la richiesta e per il calcolo delle prestazioni sociali agevolate, dei trattamenti assistenziali e di altri benefici e prestazioni sociali previsti da altre norme in favore dei figli con disabilità (viceversa non sono considerate ai fini dell'accesso e per il calcolo dell'assegno, le borse lavoro volte all'inclusione o all'avvicinamento in attività lavorative di persone con disabilità).

Spetta sino a 21 anni

Per i minorenni, l'assegno è riconosciuto per ciascun figlio a carico ed è corrisposto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di età, è inoltre maggiorato per i figli successivi al secondo. Dai diciotto ai ventuno anni, sempre per i figli a carico, l'assegno è corrisposto con importo inferiore a quello riconosciuto per i minorenni, ma solo in presenza di determinate condizioni (percorsi di formazione scolastica, universitaria o professionale, tirocini o percorsi lavorativi a basso reddito, disoccupazione, servizio civile universale) con la possibilità, peraltro, di corrisponderlo direttamente al figlio maggiorenne, per favorirne l'autonomia.

Figli disabili

Per quanto riguarda i figli con disabilità, è prevista una maggiorazione graduata secondo la gravità della disabilità rispetto agli importi riconosciuti ai figli minorenni e maggiorenni in misura non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento. In tal caso, peraltro, l'assegno viene corrisposto, senza maggiorazione, anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico.

Abrograzioni

Vengono disboscate una serie di agevolazioni e prestazioni economiche per i figli in quanto assorbite nell'assegno unico. Si tratta in particolare: 1) dell'assegno per il nucleo familiare dei Comuni; 2) del bonus bebè; 3) il premio alla nascita; 4) fondo di sostegno alla natalità; 5) delle detrazioni fiscali riconosciute per i figli minori a carico; 6) dell'assegno per il nucleo familiare (ANF) e gli assegni familiari.

Non vengono, invece, modificate le detrazioni fiscali per il coniuge a carico e per gli altri familiari a carico diversi dai figli minorenni e maggiorenni: attualmente la detrazione è pari a 800 euro per il coniuge e 750 euro per gli altri familiari, da graduare in base al reddito.

Condizioni

Il conseguimento dell'assegno universale è subordinato al possesso cumulativamente dei seguenti requisiti: a) essere in possesso della cittadinanza italiana, ovvero essere un cittadino di Paesi facenti parte dell'Unione europea, o suo familiare, in quanto titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere un cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale; b) essere soggetto al pagamento dell'imposta sul reddito in Italia; c) vivere con i figli a carico in Italia; d) essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

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