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Assegno Unico Universale, Ecco cos'è e a chi spetterà

Una guida puntuale alle novità contenute nella Legge Delega di riforma dei sostegni alle famiglie con figli approvata la scorsa settimana alla Camera dei Deputati.

La scorsa settimana la Camera dei deputati ha dato il primo disco verde al disegno di Legge Delega che prevede l’introduzione dell’assegno unico universale per tutte le famiglie con figli. Ora il provvedimento passa al Senato che potrà modificarlo ulteriormente o approvarlo in via definitiva. Trattandosi di una Legge Delega è definita esclusivamente la cornice di un intervento che dovrà essere realizzato dal Governo nei successivi 12 mesi dall'approvazione definitiva tramite l'adozione di uno o più decreti legislativi attuativi.

Lo schema generale del provvedimento è basato sull'introduzione di un assegno unico e universale per tutte le famiglie con figli (il cui importo dovrà essere ancora precisato) con l'assorbimento delle attuali erogazioni economiche aventi la medesima finalità (tra cui ad esempio gli assegni al nucleo familiare, l'assegno di natalità, il bonus bebè, eccetera).

Principi base

L'assegno unico e universale è corrisposto in una quota base a tutti i nuclei familiari con uno o più figli, cui viene aggiunta una quota variabile modulata sulla condizione economica del nucleo familiare, come individuata dall'ISEE o da sue componenti. Gli importi delle quote non sono fissati nella Legge Delega, saranno i decreti delegati a stabilirne l'entità come anche le modalità di corresponsione a scelta tra credito di imposta e attribuzione di un assegno mensile.

L'assegno unico non è considerato per la richiesta e per il calcolo delle prestazioni sociali agevolate, dei trattamenti assistenziali e di altri benefici e prestazioni sociali previsti da altre norme in favore dei figli con disabilità (viceversa non sono considerate ai fini dell'accesso e per il calcolo dell'assegno, le borse lavoro volte all'inclusione o all'avvicinamento in attività lavorative di persone con disabilità). L'assegno è altresì compatibile con la fruizione del Reddito di cittadinanza (RdC) e versato congiuntamente nelle modalità di erogazione del RdC.

Spetta sino a 21 anni

Per i minorenni, l'assegno è riconosciuto per ciascun figlio a carico ed è corrisposto dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del diciottesimo anno di età, è inoltre maggiorato per i figli successivi al secondo. Dai diciotto ai ventuno anni, sempre per i figli a carico, l'assegno è corrisposto con importo inferiore a quello riconosciuto per i minorenni, ma solo in presenza di determinate condizioni (percorsi di formazione scolastica, universitaria o professionale, tirocini o percorsi lavorativi a basso reddito, disoccupazione, servizio civile universale) con la possibilità, peraltro, di corrisponderlo direttamente al figlio maggiorenne, per favorirne l'autonomia.

Figli disabili

Per quanto riguarda i figli con disabilità, l'assegno viene maggiorato rispetto agli importi riconosciuti ai figli minorenni e maggiorenni in misura non inferiore al 30 per cento e non superiore al 50 per cento, con maggiorazione graduata secondo le classificazioni di condizione di disabilità. L'assegno rivolto ai figli disabili a carico viene corrisposto, senza maggiorazione, anche dopo il compimento del ventunesimo anno di età qualora il figlio con disabilità risulti ancora a carico.

Non vengono modificate le detrazioni fiscali per il coniuge a carico e per gli altri familiari a carico diversi dai figli minorenni e maggiorenni: attualmente la detrazione è pari a 800 euro per il coniuge e 750 euro per gli altri familiari, da graduare in base al reddito.

Condizioni

Il conseguimento dell'assegno universale è subordinato al possesso cumulativamente dei seguenti requisiti:

a) essere in possesso della cittadinanza italiana, ovvero essere un cittadino di Paesi facenti parte dell'Unione europea, o suo familiare, in quanto titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere un cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;

b) essere soggetto al pagamento dell'imposta sul reddito in Italia;

c) vivere con i figli a carico in Italia;

d) essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

Abrogazioni

Si dispone, infine, l'abrogazione delle attuali tutele di sostegno alla famiglie con figli tra cui in particolare: 1) l'assegno per il nucleo familiare dei Comuni; 2) il bonus bebè; 3) il premio alla nascita; 4) fondo di sostegno alla natalità; 5) le detrazioni fiscali riconosciute per i figli minori a carico;  6) assegno per il nucleo familiare (ANF) e gli assegni familiari.

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