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Disoccupazione, Stop per due mesi al rispetto degli obblighi di condizionalità

Lo prevede un passaggio del DL "Cura Italia". Sospese per due mesi tutte le misure di condizionalità connesse all'erogazione degli strumenti di sostegno al reddito come la Naspi, Dis-Coll e Reddito di Cittadinanza.

Sono sospese sino al 17 maggio 2020 tutte le misure di condizionalità connesse al godimento degli strumenti di sostegno al reddito tra cui, ad esempio, la frequenza di corsi di formazione e di orientamento, il sostenimento di colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all'assunzione. Lo prevede l'articolo 40 del DL 18/2020 (Decreto legge "Cura Italia") nell'ambito delle misure adottate per contrastare la diffusione del COVID-19 al fine di limitare gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari. La sospensione ha efficacia per un periodo di due mesi dall'entrata in vigore del DL 18/2020, quindi sino al 17 maggio (il provvedimento è entrato in vigore ufficialmente il 17 marzo) e non comporta alcuna sospensione nella fruizione dei relativi benefici economici.

Sostegno al reddito

Formano oggetto di sospensione, in particolare, gli obblighi connessi alla fruizione del reddito di cittadinanza (di cui al D.L. 4/2019) come, ad esempio, quello di partecipare a corsi di formazione e di orientamento, di sostenere i colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all'assunzione, nonché quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue, definite tali sulla base di criteri temporali e di distanza (che diventano meno selettivi al crescere della durata del godimento del Reddito di cittadinanza ed in relazione al numero di offerte rifiutate). La sospensione interessa pure le misure di condizionalità e i relativi termini comunque previsti per i percettori della Naspi e della Dis-Coll di cui al Dlgs 22/2015 come, ad esempio, la regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti.

Sono sospesi anche gli obblighi connessi al godimento di trattamenti di integrazione salariale, tra cui quello di presentarsi alle convocazioni stabilite dai centri per l’impiego e di procedere, sempre attraverso i centri per l’impiego, alla ricerca attiva di lavoro per il beneficiario di assegno di ricollocazione (di cui agli artt. 8 e 24-bis del D.Lgs. 148/2015).

Collocamento obbligatorio

La sospesione interessa poi gli obblighi relativi alle assunzioni obbligatorie di soggetti disabili, di cui all’art. 7 della L. 68/1999, così come le procedure di avviamento a selezione effettuate tra gli iscritti nelle liste di collocamento ed in quelle di mobilità, finalizzate alle assunzioni dei lavoratori da inquadrare nei livelli retributivo-funzionali per i quali non è richiesto il titolo di studio superiore a quello della scuola dell'obbligo da parte delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, degli enti pubblici non economici a carattere nazionale, e da quelli che svolgono attività in una o più regioni, le province, i comuni e le aziende sanitarie locali (ex art. 16 della L. 56/1987).

Convocazioni dei Cpi

Sono sospesi, infine, i termini per le convocazioni da parte dei centri per l’impiego per la partecipazione alle iniziative di orientamento contemplate nel Patto di servizio personalizzato stipulato con i centri per l’impiego allo scopo di confermare lo stato di disoccupazione del soggetto, al mantenimento del quale è subordinata la fruizione, in genere, delle predette misure di sostegno al reddito (ex art. 20, c. 3, lett. a), del D.Lgs. 150/2015).

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