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Prorogate sino al 15 Novembre le Commissioni sui Lavori Gravosi

Lo prevede un emendamento approvato dalla maggioranza al decreto legge milleproroghe. Le due Commissioni Tecniche formate da esperti designati dal Governo e dalle parti sindacali per l'ampliamento dei lavori gravosi e lo studio dell'andamento della spesa previdenziale ed assistenziale.

Quaranticinque giorni di tempo in più alla Commissione Tecnica per lo studio dei lavori gravosi. Lo prevede un emendamento approvato ieri dalla Camera all'articolo 5 del decreto legge milleproroghe in corso di conversione in Parlamento. La Commissione, istituita con la legge di bilancio per il 2018 all'esito del confronto che si era svolto lo scorso autunno tra governo e parti sociali, avrà tempo sino al 15 Novembre 2018 anzichè sino al 30 Settembre 2018 per la conclusione dei lavori e, entro i 10 giorni successivi, presentare una relazione alle Camere. 

La Legge di bilancio per il 2018 ha, infatti, previsto l'istituzione di due Commissioni tecniche formate da rappresentanti del Governo, dell'Inps, Istat e Parti sociali; una con l'incarico di studiare la gravosità delle occupazioni, anche in relazione all'età anagrafica ed alle condizioni soggettive dei lavoratori, al fine di acquisire elementi conoscitivi e metodologie scientifiche a supporto della valutazione delle politiche statali in materia previdenziale ed assistenziale; la seconda con l'obiettivo di effettuare uno studio sulla classificazione e comparazione, a livello europeo ed internazionale, della spesa pubblica nazionale per finalità previdenziali e assistenziale.

Obiettivo dei lavori è quello di individuare ulteriori categorie di lavoratori che in ragione della particolare gravosità del lavoro svolto possano essere ammessi a godere di particolari benefici previdenziali, come in particolare l'esenzione dall'adeguamento alla speranza di vita e/o ad un anticipo dell'età pensionabile. Un criterio seguito dal legislatore con l'ultima legge di bilancio con la quale si è proceduto ampliando la categorie dei lavoratori gravosi ammessi al beneficio dell'Ape sociale e del pensionamento con 41 anni di contributi ed esentando tali categorie dal prossimo adeguamento alla speranza di vita istat (che scatterà il 1° gennaio 2019). Mentre per quanto riguarda la Commissione deputata allo studio dell'andamento della spesa previdenziale e quella assistenziale lo scopo ultimo è comprendere la possibilità di separare la previdenza dall'assistenza. 

In definitiva l'istituzione delle Commissioni avrebbe dovuto aiutare a inquadrare meglio le possibili modifiche per lenire i disequilibri dell’attuale modello pensionistico. Ci sono in particolare gli effetti del brusco innalzamento dell'età pensionabile a cui solo in parte è stata data una risposta (con le salvaguardie e gli anticipi pensionistici), le rigidità legate alle riforme che hanno caratterizzato in passato il sistema previdenziale italiano, il ruolo della previdenza complementare, la tutela del lavoro di cura per dare una risposta alla scarsa occupazione femminile e le pensioni delle donne, da ultimo la possibilità di aprire un ragionamento serio sulla pensione di garanzia per le future generazioni. Questioni che erano state messe sul tavolo dal precedente esecutivo e che, tuttavia, con il cambio di maggioranza bisognerà capire se resteranno ancora di attualità.

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