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Amianto, Domande entro il 31 Marzo per la pensione speciale di inabilità

In Gazzetta il decreto del ministero del lavoro che estende la prestazione anche agli ammalati affetti da patologia asbesto-correlata. Domande entro il 31 marzo 2020.

Si amplia il perimetro per la pensione (speciale) di inabilità agli ammalati da amianto. Dal 30 Giugno 2019, con l'entrata in vigore della legge numero 58/2019 di conversione del decreto legge 34/2019, la prestazione spetta anche ai lavoratori e agli ex lavoratori che risultano affetti da qualsiasi patologia asbesto-correlata accertata e riconosciuta dall'Inail. Lo prevede il Decreto del Ministero del Lavoro del 16 Dicembre 2019 pubblicato ieri in Gazzetta (GU n. 34 dell'11 Febbraio 2020) recante la disciplina di attuazione dell'articolo 41-bis del decreto legge 34/2019 convertito con la legge 58/2019 (cd. decreto crescita).

La novità

La disposizione da ultimo richiamata ha modificato l'art. 1, co. 250 della legge 232/2016 con il quale era stata riconosciuta, a partire dal 2017, la pensione di inabilità ai lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima affetti da talune patologie asbesto correlate (mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, carcinoma polmonare e asbestosi), riconosciuti di origine professionale, ovvero quale causa di servizio. L'articolo 41-bis del citato Dl 34/2019 convertito con legge 58/2019 ha esteso il beneficio, a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione (30 giugno 2019), anche agli assicurati presso una delle predette gestioni previdenziali affetti da patologia asbesto-correlata accertata e riconosciuta ai sensi dell'articolo 13, comma 7, della legge n. 257 del 1992.

Nello specifico possono conseguire la prestazione i lavoratori in servizio o cessati dall'attivita' al 30 giugno 2019, iscritti all'assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima, affetti da patologia asbesto-correlata accertata e riconosciuta ai sensi dell'art. 13, comma 7, della legge 27 marzo 1992, n. 257, che abbiano contratto malattie professionali a causa dell'esposizione all'amianto documentate dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL). Sono compresi espressamente anche coloro che: 1) in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro siano transitati in una gestione di previdenza diversa da quella dell'INPS, compresi coloro che, per effetto della ricongiunzione contributiva effettuata ai sensi dell'articolo 2 della legge n. 29 del 1979, non possano far valere contribuzione nell'assicurazione generale obbligatoria; 2) siano titolari del sussidio per l'accompagnamento alla pensione entro l'anno 2020, riconosciuto ai sensi dell'articolo 1, comma 276, della legge n. 208 del 2015, secondo i criteri e le modalità indicate nel decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 29 aprile 2016, che optino per la pensione di inabilità in parola.

L'agevolazione

Gli interessati potranno conseguire la pensione di inabilità ancorché non si trovino nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa a condizione di avere 5 anni di contributi nella vita lavorativa (in deroga, quindi, alle normali condizioni di concessione della pensione di inabilità che richiedono l'accertamento dell'assoluta e permanente impossibilità a qualsiasi attività lavorativa nonchè la presenza di almeno tre anni di contribuzione nell'ultimo quinquennio); la prestazione non è cumulabile con gli altri benefici pensionistici previsti dalla normativa vigente in materia di amianto ed è incompatibile con lo svolgimento da parte del titolare di qualsiasi attivita' lavorativa dipendente o autonoma.

Domande

Il decreto prevede che le domande di accesso al beneficio possano essere presentate per ciascun anno, entro il 31 marzo. Pertanto nel 2020 la scadenza è il 31 marzo 2020. Sul punto si attende comunque una comunicazione dell'INPS. L'accoglimento delle domande è subordinato ad un vincolo di bilancio: ove le domande pervenute risultassero superiori alle risorse stanziate - 7,7 milioni di euro per il 2019, 13,1 milioni di euro per il 2020, 12,6 milioni di euro per il 2021, 12,3 milioni di euro per il 2022, 11,7 milioni di euro per l'anno 2023, 11,1 milioni di euro per il 2024, 10 milioni di euro per l'anno 2025, 9,2 milioni di euro per l'anno 2026, 8,5 milioni di euro per l'anno 2027 e 7,5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2028 - l'INPS differirà la prima decorrenza utile del beneficio.

Documenti: Decreto 16 dicembre 2019

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