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Ape Sociale, Domande entro il 31 marzo per l'uscita anticipata

Il 31 marzo scade la prima finestra temporale per produrre l'istanza di verifica per gli individui che maturano i requisiti anagrafici e contributivi nel 2020.

Si avvicina la prima scadenza per usufruire dell'Ape sociale. I lavoratori che maturano i requisiti anagrafici e contributivi nel 2020 avranno tempo sino al 31 marzo 2020 per presentare l'istanza di verifica delle condizioni all'Inps per rientrare nella prima fase di monitoraggio delle risorse. Ma l'istanza potrà essere comunque presentata sino al 30 novembre.

Lo strumento si rivolge agli iscritti presso l'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, ai fondi ad essa esclusivi o sostitutivi, le gestioni speciali dei lavoratori autonomi e la gestione separata dell'Inps. Dunque riguarda tanto i lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico che privato), gli autonomi e i parasubordinati con la sola esclusione dei liberi professionisti iscritti presso le relative casse professionali. Lo strumento, inizialmente previsto sino al 31.12.2018, è stato successivamente prorogato dall'articolo 18 del DL 4/2019 sino al 31.12.2019 e dall'articolo 1, co. 473 della legge 160/2019 (Legge di bilancio per il 2020) sino al 31.12.2020 confermando le platee già ampliate a partire dal 1° gennaio 2018 con l'articolo 1, co. 162 e ss. della legge 205/2017 (legge di bilancio per il 2018). Possono accedere al trattamento in parola i soggetti che, oltre ad essere iscritti ad una delle indicate forme di previdenza, abbiano cessato l'attività lavorativa, risultino residenti in Italia, non siano titolari di alcun trattamento pensionistico diretto ed abbiano compiuto almeno 63 anni di età. Oltre alle indicate condizioni gli interessati devono riconoscersi in uno dei seguenti quattro profili di tutela:

A) Disoccupati
Siano in possesso di almeno 30 anni di contribuzione e si trovino in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria (quella cioè che si attiva per le imprese che impiegano più di 15 dipendenti, ex art. 7 della legge 604/1966 a seguito ad un licenziamento per giustificato motivo oggettivo). Dal 1° gennaio 2018 la legge 205/2017 ha incluso anche i lavoratori la cui disoccupazione sia conseguenza della scadenza di un contratto a termine a condizione che nei tre anni precedenti la cessazione del rapporto, abbiano avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi. Inoltre è necessario avere concluso da almeno tre mesi il godimento dell'intera prestazione previdenziale di disoccupazione spettante (es. la Naspi). 

B) Caregivers 

Siano in possesso di almeno 30 anni di contribuzione e, al momento della richiesta, assistere da almeno sei mesi, il coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Dal 1° gennaio 2018 la legge 205/2017 ha incluso anche i soggetti che assistono, un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. 

C) Invalidi

Siano in possesso di almeno 30 anni di contribuzione ed essere stati riconosciuti invalidi civili di grado almeno pari al 74 per cento.

D) Lavori cd. Gravosi
Siano lavoratori dipendenti con almeno 36 anni di contribuzione e, alla data di presentazione della domanda di accesso all'Ape sociale, abbiano svolto una o più delle professioni cd. gravose elencate nella tavola sottostante (si veda qui per un riepilogo puntuale)  per almeno sei anni negli ultimi sette oppure per almeno sette anni negli ultimi dieci. 

Il requisito contributivo

Inoltre per quanto riguarda le donne, è prevista una riduzione dei requisiti contributivi richiesti per l'accesso all'APE sociale, pari a 12 mesi per ciascun figlio, nel limite massimo di 2 anni (cd. APE sociale donna); per quanto concerne l'accesso al beneficio dei lavoratori dipendenti operai dell'agricoltura e della zootecnia, il computo integrale dell'anno di lavoro si considera soddisfatto con il numero minimo di giornate (pari a 156), relativo all'anno di contribuzione, previsto dalla normativa vigente.

La doppia Istanza

La procedura per conseguire l'ape sociale è la stessa dello scorso anno: gli individui che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2020 dovranno produrre due domande all'Inps: 1) l'istanza di verifica delle condizioni per dimostrare di trovarsi in uno dei profili di tutela individuati dalla legge (cioè trovarsi in stato di disoccupazione; assistere da almeno sei mesi un familiare convivente con handicap grave; invalidità civile almeno al 74%; svolgere un’attività gravosa); 2) l'istanza di accesso alla prestazione. L’Inps una volta ricevuta l'istanza verificherà se ci sono le condizioni oggettive per la concessione dell'Ape sociale inclusa la disponibilità di fondi e comunicherà al lavoratore la prima decorrenza della prestazione (se i fondi sono insufficienti viene confermato l'accesso ma verrà posticipata la decorrenza della prestazione) o il rifiuto della stessa per mancanza dei requisiti. 

Le istanze di verifica si possono presentare dal 1° gennaio al 30 novembre 2020 ma è previsto un sistema di monitoraggio delle risorse disponibili che potenzialmente penalizza i lavoratori che la presentano più avanti nell'anno rispetto agli altri. In particolare nel 2020 sono previste tre fasi di monitoraggio: la prima con riferimento alle istanze di verifica prodotte entro il 31 marzo 2020 (a cui l'Inps dovrà dare una risposta entro il 30 giugno); la seconda con riferimento alle istanze prodotte dal 1° aprile al 15 luglio 2020 (a cui l'Inps dovrà dare una risposta entro il 15 Ottobre); ed una terza fase di monitoraggio con riferimento alle istanze prodotte tra il 16 luglio ed il 30 novembre 2020 (a cui l'istituto dovrà rispondere entro il 31 dicembre). Il suddetto meccanismo di monitoraggio fa sì che la domanda sarà accettata solo a fronte delle risorse residue accertate con riferimento alle istanze prodotte nello scaglione temporale precedente. Come dire che chi, suo malgrado, produce l'istanza di verifica nell'ultima finestra temporale avrà più possibilità di uno slittamento della decorrenza della prestazione in caso le risorse risultino insufficienti. I lavoratori che, pertanto, soddisfano tutte le condizioni per produrre l'istanza di verifica entro il 31 marzo 2020 non devono, dunque, perdere tempo ed affrettarsi nella presentazione dell'istanza.

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