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Buonuscita, Per i dirigenti degli enti locali la retribuzione di posizione non concorre all'IPS

L'orientamento della giurisprudenza di legittimità è ormai nel senso di escludere l'emolumento dalla formazione della base contributiva utile per la determinazione della misura dell'indennità premio di servizio per i dipendenti degli enti locali. 

Una delle questioni che spesso interessa chi ha raggiunto la pensione riguarda le modalità di calcolo dell'indennità premio di servizio (IPS), cioè quella somma di denaro “una tantum” corrisposta al dipendente al momento della cessazione dal servizio (a condizione che l’iscritto abbia almeno un anno di iscrizione). Per i dipendenti del settore locale assunti a tempo indeterminato prima del 31 dicembre 2000 il calcolo dell'indennità è infatti particolarmente favorevole in quanto consiste, ai sensi della legge 152/1968 in 1/15 dell’80% della retribuzione di riferimento dell’ultimo anno precedente la cessazione moltiplicato per gli anni utili (ivi compresi quelli riscattati), computando per anno intero la frazione di anno superiore a sei mesi (trascurando quella uguale o inferiore).

La base contributiva utile

La valutazione degli emolumenti al momento della cessazione dal servizio assume quindi una particolare importanza; giacché tanto più ampia è la base contributiva utile tanto maggiore sarà l'indennità conseguibile. A tal fine occorre ricordare che l'articolo 11 della predetta legge 152/1968 stabilisce che la retribuzione contributiva utile ai fini della determinazione della misura dell'IPS è costituita dallo stipendio o salario, comprensivo degli aumenti periodici, della tredicesima mensilità e del valore degli assegni in natura, spettanti per legge o regolamento e formanti parte integrante ed essenziale dello stipendio stesso. Secondo la giurisprudenza di legittimità che si è formata nel solco della pronuncia a sezioni unite della Cassazione (Cass. SU, n. 3673 del 1997) la dizione "stipendio o salario" ha però carattere rigorosamente tassativo dovendosi respingere la tesi secondo cui possa desumersi l'esistenza di un principio di onnicomprensività della retribuzione che abiliti al computo di emolumenti aggiuntivi, ancorchè corrisposti con carattere di fissità e continuità, al di fuori dello stipendio base e dei relativi adeguamenti (come il salario di anzianità) (Cfr. Cass. n. 18999 del 2010, n. 3833 del 2012, n. 10160 del 2001; n. 681 del 2003; n. 9901 del 2003).

Le voci escluse

Sulla base di tale orientamento per quanto riguarda i dipendenti degli enti locali la giurisprudenza di legittimità ha escluso dalla base di calcolo dell'IPS: la retribuzione o l'indennità di posizione; l'elemento distinto della retribuzione (EDR), le maggiori competenze spettanti in seguito allo svolgimento di fatto di mansioni superiori; le retribuzioni accessorie (come ad esempio la retribuzione di risultato, gli straordinari eccetera) ( cfr Cass 23769/2014; 13637/2014; 18999/2010; 15906/2004; 30993/2019; 19904/2015). Queste voci, in sostanza, non facendo parte degli emolumenti specificatamente indicati dal citato articolo 11, non possono considerarsi come componente dello stipendio, nella locuzione usata dal legislatore. Cosicché la base retributiva utile per il computo dell'IPS risulta quasi sempre inferiore a quella retributiva in godimento alla cessazione nonché a quella pensionabile.

Peraltro, la Corte di Cassazione ha affermato che anche se l'art. 49 del CCNL del 14/9/2000 abbia incluso la retribuzione di posizione tra gli emolumenti utili ai fini della base di calcolo del trattamento di fine rapporto, non consegue la computabilità di tale emolumento ai fini dell'IPS "posto che i contratti collettivi, salvo che non siano a tanto abilitati da specifiche disposizioni di legge, non possono in alcun modo disporre o comunque modificare i rapporti previdenziali, distinti dai rapporti di lavoro, intercorrenti tra soggetti diversi e disciplinati da norme legali inderogabili" (cfr: Cass, n. 1063 del 2008). In altri termini l'indennità di posizione, pur se ricompresa dalla contrattazione collettiva nella struttura della retribuzione, non va computata nella liquidazione della indennità premio di servizio.

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