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Opzione Donna, Incluse anche le nate nel 1962. Ecco la tavola con le decorrenze

La Legge di Bilancio estende lo scivolo per le donne di ulteriori 12 mesi rispetto alla disciplina attuale. Dentro le nate sino al 31 dicembre 1962 che raggiungono 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020.

Un anno ancora per l'opzione donna. Il ddl Bilancio 2021 interviene nuovamente sul particolare regime pensionistico dall'articolo 1, co. 9 della legge 243/04 che permette alle sole lavoratrici di accedere alla pensione di anzianità con requisiti anagrafici e contributivi più favorevoli, scontando questa agevolazione con un calcolo interamente contributivo del trattamento di pensione.

Attualmente, dopo l'ultimo correttivo contenuto nell'articolo 1, co. 476 della legge n. 160/2019 lo scivolo può essere utilizzato delle lavoratrici dipendenti (anche del settore pubblico) e dalle autonome che hanno raggiunto i 59 anni di età (58 le autonome) unitamente a 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2019. Quindi interessa le nate entro il 31 dicembre 1961 (31 dicembre 1960 le autonome) con 35 anni di contributi entro il 31.12.2019.

Le novità

Il testo della Legge di Bilancio per il 2021 interviene nuovamente sulla normativa appena richiamata ammettendo al regime sperimentale le lavoratrici che compiono 58 anni (59 anni le autonome) entro il 31 dicembre 2020 (sempre a condizione di avere alla medesima data 35 anni di contributi). Vengono cioè incluse le nate entro il 31 dicembre 1962 (1961 le autonome) se in possesso di 35 anni di contributi al 31 dicembre 2020. Ai fini dell'accertamento del requisito contributivo sono validi i contributi obbligatori, da riscatto, volontari e quelli figurativi (ad eccezione dei periodi di disoccupazione e malattia per le lavoratrici dipendenti del settore privato); i contributi trasferiti in esito ad una operazione di ricongiunzione dei periodi assicurativi o di costituzione della posizione assicurativa. Il predetto requisito contributivo, invece, non può essere raggiunto tramite il cumulo dei periodi assicurativi (legge 228/2012 come modificata dalla legge 232/2016) utilizzando cioè la contribuzione presente in altre gestioni previdenziali (ad esempio la gestione separata dell'Inps, o le casse professionali).

Resta in vigore il meccanismo di differimento nell'erogazione del primo rateo pensionistico previsto originariamente dall'articolo 12 del Dl n. 78/2010 come convertito con legge n. 122/2010 in misura pari a 12 mesi (18 mesi le autonome) dalla maturazione dei suddetti requisiti. Il personale del comparto scuola e AFAM che ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2020 potrà presentare domanda di cessazione dal servizio entro il 28 febbraio 2021 con effetti dall'inizio rispettivamente dell'anno scolastico o accademico (cioè dal 1° settembre o dal 1° novembre 2021).

La tavola con le decorrenze

Nella tavola sottostante, elaborata da PensioniOggi, sono mostrate, pertanto, le decorrenze relative alle coorti delle lavoratrici nate tra il 1° gennaio 1960 ed il 31 dicembre 1962. Come si evince una lavoratrice dipendente nata nel marzo 1962, considerando lo slittamento di 12 mesi, potrà conseguire la pensione dal 1° aprile 2021. Le ultime lavoratrici dipendenti ammesse alla sperimentazione sono nate il 31 dicembre 1962 (31 dicembre 1961 le autonome) e potranno prendere la pensione a partire dal 1° gennaio 2022 (1° luglio 2022 se autonome).

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