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Pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi per usuranti e gravosi

Resta anche nel 2020 il beneficio riservato dalla Legge di Bilancio per il 2018 agli addetti alle mansioni gravose ed usuranti con almeno 30 anni di contributi.

La legge 205/2017 (Legge di Bilancio per il 2018) ha riconosciuto in favore dei soggetti che hanno svolto mansioni particolarmente gravose od usuranti con almeno 30 anni di contribuzione la dispensa dall'adeguamento alla speranza di vita scattato il 1° gennaio 2019 del requisito anagrafico per il conseguimento della pensione di vecchiaia (cinque mesi). Questi lavoratori, in sostanza, possono continuare ad accedere alla pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi dal 1° gennaio 2019 sino al 31 dicembre 2022 (considerato che recentemente è stata ufficializzata una variazione nulla della speranza di vita nel biennio 2021-2022) anziché attendere i 67 anni come per gli altri assicurati. Il beneficio interessa i lavoratori che si riconoscono in una delle 15 categorie professionali cd. definite gravose ai sensi della legge 232/2016 (le stesse, per intenderci, che rientrano nel perimetro dell'ape sociale) nonchè i lavoratori usurati o notturni come disciplinati dal Dlgs 67/2011.

Le condizioni

Per conseguire lo sconto le categorie dei lavoratori addetti a mansioni gravose devono aver svolto una delle predette attività per almeno sette anni negli ultimi dieci prima dell'accesso alla pensione; soddisfare un minimo di 30 anni di contributi (non si può - a tal fine - cumulare la contribuzione presente in altre gestioni previdenziali rispetto a quella che liquida la prestazione) e non risultare titolari dell'ape sociale al momento del pensionamento. Le categorie dei lavori usuranti di cui al dlgs 67/2011 (es. addetti alla linea di catena, notturni con almeno 64 notti lavorate l'anno, eccetera) possono ottenere il beneficio se in possesso di requisito minimo di 30 anni di contributi (non si può - a tal fine - cumulare la contribuzione presente in altre gestioni previdenziali rispetto a quella che liquida la prestazione) e se l'attività usurante sia stata svolta per almeno metà della vita lavorativa oppure per almeno sette anni negli ultimi dieci prima del pensionamento.

Originariamente la sospensione dell'adeguamento riguardava anche il requisito per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi gli uomini; 41 anni e 10 mesi di contributi le donne) ma il DL 4/2019, successivo all'istituzione del beneficio, ha cristallizzato sino al 2026 i predetti requisiti rendendo sostanzialmente superflua la sospensione.

Si rammenta che i benefici sono riservati ai soli lavoratori dipendenti (addetti alle sopra indicate mansioni gravose o usuranti) e, pertanto, non riguardano gli autonomi. Ad esempio un camionista con partita iva iscritto alla gestione commercianti che ha condotto l'attività gravosa (conducente di mezzi pesanti) con le medesime caratteristiche previste sopra non può godere dell'agevolazione. Restano fuori dal beneficio anche i precoci e le altre categorie destinatarie dell'Ape sociale (es. disoccupati, invalidi e caregivers).

Modalità

Per conseguire il beneficio occorre presentare, unitamente alla domanda di pensione, una dichiarazione del datore di lavoro redatta sull’apposito modello AP116 (se lavoratore del settore privato o pubblico) o AP117 (se lavoratore domestico) reperibile sul sito istituzionale, al  percorso: “Prestazioni e servizi” > “Tutti i moduli” > “Assicurato/pensionato” attestante: 1) i periodi di svolgimento delle professioni considerate attività gravose di cui all’allegato A) del decreto 5 febbraio 2018 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, emanato di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze;  2) il contratto di lavoro applicato; 3) il livello di inquadramento attribuito; 4) le mansioni svolte con i relativi codici professionali attribuiti, ove previsti, come individuati dall’allegato A) del citato decreto 5 febbraio 2018. 

Qualora il datore di lavoro non possa rendere la dichiarazione per accertabile oggettiva impossibilità derivante dalla cessazione dell’attività, l’interessato è tenuto ad allegare alla domanda di pensione una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, attestante i periodi di svolgimento delle professioni c.d. gravose, il contratto di lavoro applicato, il livello di inquadramento attribuito e le mansioni svolte con i relativi codici professionali attribuiti, ove previsti.   

I lavoratori usuranti o notturni devono, invece, produrre la documentazione di cui al D.lgs 21 aprile 2011, n. 67, ed al D.M. 20 settembre 2011, come modificato dal D.M. 20 settembre 2017, attestante lo svolgimento dell’attività particolarmente faticosa e pesante per il periodo indicato.

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