Pensioni, Al via le operazioni per il Conguaglio dei contributi
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Pensioni, Al via le operazioni per il Conguaglio dei contributi

Le istruzioni Inps in occasione del nuovo anno. Le differenze contributive potranno essere sistemate dai datori di lavoro entro il mese di febbraio.

Al via le operazioni di conguaglio dei contributi relativi all'anno 2017. Lo comunica l'Inps nella Circolare 1/2018 pubblicata ieri dall'Istituto di previdenza in cui illustra che le operazioni di conguaglio potranno essere effettuate oltre che con la denuncia di competenza del mese di dicembre 2017 (scadenza di pagamento 16/1/2018), anche con quella di competenza di gennaio 2018 (scadenza di pagamento 16/2/2018).

In occasione della fine dell'anno, infatti, le aziende devono provvedere alla sistemazione delle differenze, a debito o a credito, eventualmente determinatesi in relazione ai contributi mensilmente versati ai lavoratori dipendenti. Si tratta di un'operazione attraverso la quale il datore di lavoro perviene all'esatta quantificazione dell'imponibile contributivo e conseguente effettuazione del prelievo sulle retribuzioni erogate durante l'anno ai lavoratori dipendenti. Considerato, inoltre, che dal 2007 i conguagli possono riguardare anche il tfr al Fondo di Tesoreria (fondo ora soppresso dalla legge di Stabilità 2018) e le misure compensative, l'Inps fa presente che le relative operazioni potranno essere inserite anche nella denuncia di febbraio 2018 (scadenza di pagamento 16 marzo 2018), senza aggravio di oneri accessori.

Gli eventi che danno luogo ai conguagli

Gli eventi che possono dare luogo ad un'operazione di conguaglio sono molteplici. Vi rientrano in particolare  la corresponsione degli elementi variabili della retribuzione (es. lavoro straordinario, indennità di trasferta o missione;  indennità economica di malattia o maternità anticipate dal datore di lavoro per conto dell'inps; indennità riposi per allattamento;  giornate retribuite per donatori sangue; eccetera) in quanto trattasi di eventi che possono dare luogo ad un incremento o ad una diminuzione della retribuzione con riferimento all'anno di percezione del reddito che può essere acclarato solo alla fine dell'anno.

Non solo. L'Inps tra le variabili retributive ha ricompreso anche i ratei di retribuzione del mese precedente per effetto di assunzione intervenuta nel mese di dicembre successivi alla elaborazione delle buste paga, ferma restando la collocazione temporale dei contributi nel mese in cui è intervenuta l'assunzione stessa. Si pensi, ad esempio, all'ipotesi di un lavoratore assunto il 19 Dicembre 2017 per il quale, la relativa retribuzione, sarà corrisposta a Gennaio 2018 essendosi alla data di assunzione già chiusa l'elaborazione dei prospetti paga. In tal caso il datore di lavoro dovrà, con l'anno nuovo, conguagliare i contributi relativi alla retribuzione percepita nel mese di dicembre. 

Altri elementi che danno luogo ai conguagli sono il superamento o meno del massimale contributivo e pensionabile previsto dall’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995 (per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31.12.1995), o della prima fascia di retribuzione pensionabile (nel qual caso occorre versare il contributo aggiuntivo dell'1%, di cui all’art. 3-ter della legge n. 438/1992) per la presenza di più rapporti di lavoro nello stesso anno (ad esempio uno successivo all'altro). O ancora per la mancata fruizione del compenso ferie non godute per scelta del lavoratore. Questi, come noto, ha facoltà di monetizzare le ferie in un periodo successivo a quello dell’assoggettamento contributivo con possibilità, pertanto, per il datore di lavoro di recuperare la contribuzione versata sull’indennità nell'anno di maturazione.

Altri eventi che danno luogo ad operazioni di conguaglio contributivo sono la percezione dei “fringe benefits” in misura superiore al limite di € 258,23 (con obbligo, pertanto, per il datore di lavoro di assoggettare a contribuzione anche la quota esente di 258,23€); l'utilizzo di auto aziendali ad uso promiscuo; i prestiti ai dipendenti (se il tasso di concessione del prestito è inferiore al tasso ufficiale di riferimento) o ancora i conguagli TFR.

Conguagli TFR

Per quanto riguarda i versamenti delle quote di tfr non destinate a un fondo complementare da parte di dipendenti di imprese con almeno 50 addetti, il versamento delle quote va effettuato mensilmente, salvo conguaglio a fine anno o alla cessazione del rapporto di lavoro. In occasione delle operazioni di conguaglio, quindi, le aziende devono provvedere alla sistemazione delle differenze a debito o a credito eventualmente determinatesi in relazione alle somme mensilmente versate al Fondo di Tesoreria e alla regolarizzazione delle connesse misure compensative.

L'Istituto ricorda che anche il tfr versato al Fondo deve essere rivalutato (ex 2120 c.c.) alla fine di ciascun anno (con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5% in misura fissa e dal 75% dell'aumento dell'indice accertato dall'Istat), ovvero alla data di cessazione del rapporto di lavoro e tale incremento, al netto dell'imposta sostitutiva, deve essere imputato alla posizione del singolo lavoratore. Entro il mese di dicembre 2017, salvo conguaglio da eseguire entro febbraio 2018, i datori di lavoro possono conguagliare l'importo dell'imposta versato con riferimento alla rivalutazione della quota di accantonamento maturato presso il Fondo di Tesoreria. Per individuarne l'ammontare, i datori di lavoro potranno calcolare una presunta rivalutazione delle quote di tfr trasferite al Fondo, avvalendosi dell'ultimo (o del penultimo) indice Istat. Il costo della rivalutazione resta a carico del Fondo di Tesoreria. Sulle somme oggetto di rivalutazione, va versata all'Erario l'imposta sostitutiva fissata al 17%.

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Documenti: Circolare Inps 1/2018

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