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Pensioni, Cosa cambia dal 1° gennaio 2019

In attesa del decreto legge sulla quota 100 dal prossimo anno scatta l'adeguamento di cinque mesi per la pensione di vecchiaia e per quella anticipata.

L'arrivo dell'anno nuovo riserva una serie di promesse e cambiamenti sul fronte previdenziale. Il Governo ha annunciato da diversi mesi la presentazione di alcune misure, tra cui la quota 100, dovevano entrare nella legge di bilancio ma alla fine la loro presentazione è slittata in un decreto legge atteso verso la metà del mese di gennaio. Vediamo di fare un pò il punto della situazione tenendo conto delle norme attualmente in vigore (non scalfite dal nuovo Governo) e di quanto dovrebbe cambiare nelle prossime settimane.

Dal 1° gennaio 2019 l'età per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni per tutti i lavoratori, dipendenti ed autonomi, fermo restando il possesso di almeno 20 anni di contributi. La conseguenza è dell'adeguamento alla speranza di vita, già comunicato dall'Istat, in misura pari a cinque mesi. Saliranno anche i requisiti per la pensione anticipata (l'ex-anzianità): dai 42 anni e 10 mesi di contributi a 43 anni e 3 mesi per gli uomini, 42 anni e 3 mesi per le donne e 41 anni e 5 mesi per i lavoratori precoci. Il decreto sulla quota 100 dovrebbe però riportare indietro le lancette sterilizzando l'aumento e, quindi, riconfermando i 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne e 41 anni per i precoci.

L'adeguamento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, invece, non sarà oggetto di sospensione: pertanto lo slittamento a 67 anni è praticamente acquisito e strutturale. A questa regola c'è però un'eccezione già predisposta dal vecchio esecutivo. Saranno esentati dall'adeguamento gli addetti ai lavori gravosi e usuranti a determinate condizioni (qui ci sono le casistiche): queste categorie già a legislazione vigente hanno ottenuto la sospensione dall'adeguamento del prossimo scatto e pertanto potranno continuare a pensionarsi sino al 31 dicembre 2021 con 66 anni e 7 mesi di età o con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne). L'Inps ha recentemente diffuso le istruzioni per fare domanda.

A questi canali si aggiungerà la famigerata quota 100 con 62 anni e 38 anni di contributi. Inutile spendere troppe parole nel tentativo di esaminare un provvedimento che ancora non c'è. Dovrebbe partire dalla prossima primavera.

Poi c'è il capitolo ape sociale. La misura scade oggi, il 31 dicembre 2018. Ma il Governo ha assicurato la volontà di prorogarla sino al 31 dicembre 2019. Dunque c'è attesa di vedere nero su bianco la misura. Va segnalato, invece, che è stato prorogato con la legge di bilancio per il 2019 (qui i dettagli) l'indennizzo per i commercianti che rottamano la licenza. La misura è simile all'ape sociale in quanto consiste in un sussidio di accompagnamento alla pensione di vecchiaia (assistito pure da contribuzione figurativa utile però solo ai fini del diritto a pensione) anche se l'importo erogabile è nettamente inferiore: circa 513 euro al mese (l'importo del trattamento minimo nel FPLD) contro un massimo di 1500 euro previsto per l'ape sociale. La proroga della misura era stata invocata da molti mesi in considerazione del fatto che l'ape sociale ha lasciato fuori tutela i lavoratori autonomi disoccupati.

L'altro canale di pensionamento che sarà oggetto di revisione è l'opzione donna. Ribadiamo che attualmente ne possono fruire le donne dipendenti (sia settore privato che pubblico) con 35 anni di contributi e 57 anni di età al 31 dicembre 2015 e le autonome con 35 anni di contributi e 58 anni di età al 31 dicembre 2015. Si riferisce cioè alle nate entro il 1958 (1957 se autonome). L'opzione è costosa dal punto di vista della misura della pensione perchè comporta l'accettazione del calcolo interamente contributivo. Il governo ha dichiarato la volontà di prorogare la misura di un anno, includendo cioè le nate entro il dicembre 1959 (1958 le autonome).

Non ci saranno modifiche al canale di pensionamento per i lavori usuranti, resta il criterio delle quote (61 anni e 7 mesi, 35 anni di contributi e quorum 97,6) che ha già conseguito il blocco della speranza di vita; l'ape volontario e l'ape aziendale che scadono il 31 dicembre 2019 ed il cumulo gratuito dei contributi misti.

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