Menu

Pensioni, Dal 2019 la minima sale a 513 euro, l'assegno sociale a 458 euro

E' l'effetto dell'adeguamento all'inflazione in misura pari all'1,1%. Saliranno sia le pensioni minime che gli assegni sociali e le pensioni per gli invalidi civili.

La pubblicazione del decreto ministeriale che fissa la misura della perequazioni delle pensioni per il 2019 porta in dote una manciata di euro in più anche ai pensionati al minimo. Il provvedimento da un lato determina il tasso di incremento definitivo relativo al 2018 rispetto al 2017 (che si conferma all'1,1%) e, dall'altro stabilisce, come previsione, quello da utilizzare nel 2019.

L'incremento seppur modico, dell'1,1%, va comunque registrato in attesa che il Governo renda chiaro il progetto per portare le pensioni minime a 780 euro al mese (la cd. pensione di cittadinanza). Così l'importo del trattamento minimo nel 2019 sale da 507,42 a 513,01 euro al mese; cresce pure l'assegno sociale, la rendita assistenziale corrisposta agli ultrasessantacinquenni privi di altri redditi, introdotta dalla riforma Dini del 1995 in sostituzione della «vecchia» pensione sociale: passa da 453 a 457,99 euro al mese. Mentre la pensione sociale, ancora prevista per i titolari della stessa al 31 dicembre 1995, raggiunge 377,44 euro al mese. Crescono poi le pensioni erogate nei confronti degli invalidi civili: sia l'assegno mensile di invalidità che la pensione di inabilità civile nel 2019 salgono a 285,66 euro dai 282,55 euro attuali.

Le pensioni di importo superiore al minimo, come già anticipato sulle pagine di questa rivista, dal 1° gennaio 2019 torneranno ad essere indicizzate all'inflazione secondo la disciplina antecedente alla Riforma Fornero. Si ritorna così dopo diversi anni alla perequazione in tre fasce all'interno del trattamento pensionistico complessivo nelle seguenti misure: 1) in misura piena, cioè al 100%, per le pensioni fino a tre volte il trattamento minimo; 2) al 90% per le fasce di importo comprese tra tre e cinque volte il trattamento minimo; 3) al 75% per i trattamenti superiori a cinque volte il minimo. Concretamente, l'aumento per l'anno prossimo sarà, quindi, così articolato: 1,1% (ossia l'aliquota intera) sulla fascia di pensione mensile sino a 1.523 euro (3 volte il minimo di dicembre 2018); 0,99% (90% dell'incremento) sulla fascia compresa tra 1.523 e 2.538 euro (5 volte il minimo 2018); 0,825% (75% dell'aliquota di aumento) sulla quota mensile eccedente 2.538 euro. In definitiva il ritorno alle vecchie fasce di rivalutazione avvantaggia i pensionati con assegni medio-alti rispetto ad oggi. 

Segui su Facebook tutte le novità su pensioni e lavoro. Partecipa alle conversazioni. Siamo oltre trentamila

Torna in alto

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici