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Pensioni, Durigon: Revisione legge Fornero tema non più rinviabile

Il sottosegretario al welfare ha risposto ieri ad alcune interrogazioni parlamentari presso la Commissione Lavoro della Camera illustrando i temi dell'agenda di Governo.

Uno degli obiettivi principali dell'agenda del Governo resta il superamento della legge Fornero. Lo ha assicurato ieri il sottosegretario al welfare Caludio Durigon rispondendo ad alcune interrogazioni parlamentari presso la Commissione Lavoro della Camera. Una in particolare chiedeva conto delle modalità attuative della quota 100 che l'esecutivo, ormai è stato confermato, farà salire nella prossima legge di bilancio. "Per ciò che riguarda il nostro sistema pensionistico riteniamo non più rinviabili la previsione di nuovi canali di uscita che consentano, in presenza di una congrua contribuzione da parte del lavoratore, il conseguimento della prestazione pensionistica" ha detto il sottosegretario.

"L'obiettivo è quindi quello di approntare tutte quelle modifiche necessarie per agevolare l'uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse, nella consapevolezza di dover rispettare non solo i vincoli di bilancio, ma altrettanto importanti parametri costituzionali come l'articolo 36 della Carta, che ci impone di garantire ad ogni lavoratore una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro, e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa".    Cercheremo, infatti, di consentire a lavoratori che già hanno prestato la loro attività per un numero consistente di anni di uscire dal mondo del lavoro con la garanzia di un reddito da pensione che rispetti i parametri costituzionali della adeguatezza e della proporzionalità.

Non trascureremo, al contempo, di valutare la fattibilità di misure che tutelino massimamente i lavoratori che hanno svolto attività particolarmente usuranti e gravose.  In questa prospettiva si colloca, altresì, la pensione di cittadinanza che darà sostegno a tutte quelle fasce di popolazione che non raggiungono la soglia di povertà, quantificata dall'OCSE in 780 euro al mese.  Questa così come altre importanti misure saranno centrali nella prossima legge di bilancio e nel successivo percorso del nostro Governo, certi di dare risposte efficaci alle istanze di cittadini e lavoratori" ha detto il sottosegretario.

Salvaguardia delle vecchie regole per gli ammalati da amianto

Il rappresentante del Governo ha anche assicurato l'attivazione della procedura amministrativa per l'accesso ai benefici previdenziali di legge in favore dei lavoratori occupati in imprese che impiegano amianto, per gli anni 2019 e 2020. La questione, sollevata dal Movimento Cinque Stelle, riguarda il beneficio previdenziale per esposizione all'amianto previsto dall'articolo 1, comma 117, della legge 190/2014 (come modificato dall'articolo 1, comma 274, della legge 208/2015), in favore degli «ex lavoratori occupati nelle imprese che hanno svolto attività di coibentazione e bonifica, che hanno cessato il loro rapporto di lavoro per effetto della chiusura, dismissione o fallimento dell'impresa presso cui erano occupati e il cui sito è interessato da piano di bonifica da parte dell'ente territoriale».

Tali soggetti, qualora risultino ammalati con patologia asbesto-correlata, hanno diritto ad una maggiorazione dell'anzianità assicurativa e contributiva non superiore a 5 anni ai fini del perfezionamento dei requisiti per la pensione di anzianità vigenti prima dell'entrata in vigore del decreto-legge n. 201/2011 di riforma pensionistica, utili a determinare la decorrenza del trattamento pensionistico nel corso degli anni 2015, 2016, 2017, 2018 (Qui i dettagli). Tale disciplina è stata ulteriormente modificata dall'articolo 13-ter del decreto-legge n. 91 del 2017, convertito dalla legge 123/2017, che ha disposto l'applicazione del beneficio anche ai lavoratori che conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico nel corso degli anni 2019 e 2020. L'Istituto di previdenza non ha, tuttavia, ancora diffuso indicazioni al riguardo. Il sottosegretario ha assicurato al riguardo precisando che a seguito di istruttoria attivata con l'INPS, l'istituto ha in corso di predisposizione un messaggio, da sottoporre al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l'estensione del beneficio in parola agli anni 2019-2020.

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