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Pensioni, Le aliquote contributive nella gestione separata nel 2020

I chiarimenti in un documento dell'Inps. Le aliquote contributive sono rimaste invariate rispetto al 2019 ma cresce il contributo minimo per l'accredito di un anno ai fini pensionistici.

Invariate le aliquote contributive e di computo per i collaboratori iscritti alla gestione separata dell'Inps. Anche se i contributi minimi crescono dello 0,5% rispetto allo scorso anno per effetto dell'aumento del minimale. Lo comunica ufficialmente l'istituto di previdenza con la Circolare numero 12/2020 con la quale l'ente previdenziale riepiloga, come di consueto, le nuove aliquote vigenti nel 2020.

Quattro fasce contributive

Le fasce risentono della stabilizzazione della disoccupazione per i collaboratori (Dis-Coll) per i quali la legge 81/2017 ha previsto l'applicazione di una aliquota aggiuntiva dello 0,51% per il finanziamento della prestazione. Così, come nel 2019, le aliquote risultano suddivise in quattro fasce contributive a seconda della qualifica e della posizione lavorativa dell'iscritto. I liberi professionisti con partita iva non titolari di pensione o assicurati presso altre gestioni previdenziali obbligatorie devono versare nel 2020 il 25,72% sul reddito annuo prodotto (25% a titolo di contributo IVS mentre lo 0,72 è destinato al finanziamento delle indennità di maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia e al congedo parentale).

L'aliquota contributiva nel 2020 per i collaboratori e figure assimilate è fissata in misura pari al 34,23% (33% a titolo di contributivo per l'assicurazione IVS; 0,72% per le prestazioni di maternità e malattia e 0,51% per il finanziamento della Dis-coll). Come si accennava, non tutti i collaboratori sono però soggetti al pagamento del contributo aggiuntivo dello 0,51% per il finanziamento della stabilizzazione dell'indennità contro la disoccupazione (Dis-coll). Risultano dispensati da questa ulteriore gabella i compensi derivanti dalla carica di componente di commissioni e collegi; gli amministratori di enti locali (D.M. 25.5.2001); i venditori porta a porta (art. 19, D. lgs 114/1998); i rapporti occasionali autonomi (legge 326/2003 art. 44);  gli associati in partecipazione (non ancora cessati) e i Medici in Formazione specialistica (legge 23 dicembre 2005, n. 266, finanziaria dell’anno 2006, all’articolo 1, comma 300). Nei confronti di queste figure professionali, pertanto, l'aliquota contributiva nel 2019 è pari al 33,72% (33% per assicurazione IVS e 0,72% per maternità e malattia).

Chi invece è già iscritto ad altro fondo di previdenza obbligatorio, ovvero è titolare di pensione, pagherà, un contributo del 24% (7,33%, a suo carico e 16,17% a carico del committente). 

In merito al riparto dell'onere contributivo resta confermata la disciplina vigente che prevede un terzo a carico del collaboratore e due terzi a carico del committente. L'Inps ricorda che l’obbligo del versamento dei contributi e`in capo all’azienda committente, che deve eseguire il pagamento entro il 16 del mese successivo a quello di effettiva corresponsione del compenso, tramite il modello F24 telematico per i datori privati e modello F24 EP per le Amministrazioni Pubbliche. Nel caso dei liberi professionisti l'onere contributivo rimane a loro carico e il versamento dovrà essere effettuato tramite modello F24 telematico, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi (saldo 2019, primo e secondo acconto 2020).

Massimale e Minimale

Se le aliquote sono rimaste invariate rispetto allo scorso anno cresce però il massimale e il minimale a causa dell'inflazione che ha registrato un incremento nel 2019 dello 0,5% rispetto all'anno precedente. Ciò porterà i contribuenti a pagare qualcosa in più per avere la copertura contributiva di un anno intero. Nel 2020 il massimale è pari a 103.055 euro: i fortunati che superano tale soglia non dovranno pagare piu' contributi sulle somme eccedenti. Mentre il minimale è pari a 15.953 euro. Conseguentemente, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 24 per cento, avranno l’accredito dell’intero anno a fini pensionistici con un contributo di euro 3.828,72, mentre i professionisti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota del 25,72% avranno l’accredito pieno con un contributo annuale pari a € 4.103,11 (di cui € 3.988,25 ai fini pensionistici). Per i collaboratori che vedono applicarsi l'aliquota del 33,72% il contributo minimo per l'accredito di un anno intero risulta pari a 5.379,35€ (5.264,52 ai fini pensionistici); mentre per chi è soggetto all'aliquota del 34,23% dovrà versare il contributo più elevato pari a 5.460,71€ (5.264,52€ ai fini pensionistici) per garantirsi la copertura dell'anno pieno ai fini pensionistici.

Nella Gestione Separata i contributi pensionistici vengono infatti accreditati per tutti i mesi relativi a ciascun anno solare, a condizione che sia stata versata una contribuzione annua non inferiore a quella calcolata sul minimale di reddito stabilito per gli esercenti attività commerciale (art. 1, comma 3, della legge n. 233/1990), pari per l'appunto a 15.953 euro. In caso di contribuzione annua inferiore a detto importo, i mesi sono ridotti in proporzione alla somma versata e sono accreditati, continuativamente, a partire dal mese di gennaio. 

Documenti: Circolare Inps 12/2020

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