Menu

Pensioni, Niente riscatto agevolato della laurea a chi ha conseguito il titolo prima del 1996

Riscattare un anno di laurea con il criterio agevolato costa 5.240 euro. Ma dalla platea dei beneficiari sono tagliati fuori i lavoratori più anziani che hanno conseguito il titolo di studio prima della Riforma Dini.

Come noto l'entrata in vigore del DL 4/2019 ha introdotto dal 29 Gennaio 2019 la facoltà di riscattare con oneri agevolati il corso di laurea. L'articolo 20, co. 6 del DL 4/2019 consente, in particolare, la possibilità di riscattare i corsi di studi universitari che ricadono nel sistema contributivo, cioè successivi al 31.12.1995 ad un costo forfetario di 5.240 euro per ogni anno da riscattare.

Le platee

E' utile rammentare che i periodi che possono formare oggetto di riscatto agevolato sono solo quelli che ricadono successivamente al 31.12.1995 non coperti da altra contribuzione utile ai fini pensionistici (figurativa, volontaria o obbligatoria). Possono quindi godere del beneficio i lavoratori che hanno iniziato gli studi dal 1996 in poi: un lavoratore che, ad esempio, intende riscattare una laurea conseguita negli anni 80 per centrare l'uscita con la quota 100 resta escluso. Naturalmente l'esercizio della facoltà è subordinato all'effettivo conseguimento del titolo di studio e riguarda solo i periodi di durata legale di studio (non sono validi i periodi fuori corso). Se il corso di studi si accavalla tra gli anni 1995-1996, ad esempio, una laurea quadriennale relativa ad un corso universitario tra il 1994 ed il 1997 il periodo riscattabile con gli oneri agevolati sarà solo quello successivo al 31.12.1995. Il periodo antecedente al 1996 continuerà ad essere riscattato secondo le regole del sistema retributivo, ovvero con la metodo della riserva matematica (più costoso). La facoltà, a seguito di un correttivo in sede di conversione in legge del DL 4/2019, può essere esercitata anche dai lavoratori che hanno compiuto i 45 anni.

I vantaggi

Il riscatto agevolato consiste nel versamento di un contributivo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo previsto dall'articolo 1, comma 3 della legge 233/1990 per le gestioni dei lavoratori artigiani e commercianti (15.878 euro al valore 2019) moltiplicato per l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti (33%) vigente nell'anno di presentazione della domanda. In definitiva il riscatto di un anno di laurea con la novella costa 5.239,74 euro nel 2019, cifra fissa, valida per tutti i lavoratori, autonomi, dipendenti del settore privato o del settore pubblico. E vale ad aumentare l'anzianità contributiva sia ai fini del diritto che della misura della pensione.

Tuttavia bisogna ricordare che già oggi con il sistema contributivo si possono riscattare i periodi di laurea pagando un onere commisurato sulla base delle retribuzione percepite nelle ultime 52 settimane di lavoro moltiplicata per l'aliquota di contribuzione della gestione previdenziale presso cui si esercita il riscatto (art. 2, co. 5 Dlgs 184/1997). Dunque la concreta convenienza riguarda i lavoratori che hanno nelle ultime 52 settimane percepito delle retribuzioni superiori a 15.878 euro l'anno e che, senza la norma in commento, dovrebbero versare un onere economico superiore. Ad esempio un bancario con 45mila euro di reddito nell'ultimo anno, con il sistema tradizionale dovrebbe sborsare 14.850 euro per coprire un anno di laurea, con la norma si abbatte l'onere di quasi due terzi.

Come si intuisce la portata innovativa della norma, a differenza di quanto si crede, è parecchio limitata. Il vincolo principale è che, come detto, non è esercitabile dai lavoratori più anziani, che hanno conseguito la laurea prima del 1996 e che potrebbero avere il maggiore interesse ad aumentare l'anzianità contributiva per andare in pensione.


 

Torna in alto

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici