Menu

Pensioni, Ok alla proroga dell'Ape sociale sino al 31 dicembre 2020

Il testo della legge di bilancio proroga di un anno, la sperimentazione dell'ape sociale. Invariate le platee dei lavoratori interessati come pure le finestre di presentazione delle istanze di verifica delle condizioni.

L'ape sociale guadagna la proroga sino al 31 dicembre 2020. Lo mette nero su bianco il testo ufficiale della Legge di Bilancio per il 2020 presentato dal Governo in Parlamento questa settimana. Lo strumento, come noto, consiste in una sorta di assegno di accompagnamento alla pensione di vecchiaia erogato in favore delle categorie sociali più deboli a partire dai 63 anni di età. Come già anticipato su PensioniOggi nei giorni scorsi l'ape sociale sarebbe scaduto il prossimo 31 dicembre 2019, la modifica in commento lo proroga di ulteriori 12 mesi includendo così anche coloro che maturano i requisiti tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2020.

Le platee

Non ci sono modifiche per quanto riguarda le platee degli aventi diritto. Che restano, pertanto, le quattro attualmente note: a) lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione che abbiano esaurito integralmente la disoccupazione indennizzata; b) invalidi civili almeno al 74%; c) caregivers; d) lavoratori dipendenti addetti alle cd. mansioni gravose (15 profili professionali come modificati da ultimo con la legge 205/2017). Per una più puntuale disamina dei profili di tutela ammessi al beneficio si rinvia alla tabella sotto allegata.

Per effetto della modifica lo strumento sarà a disposizione dei lavoratori - nei predetti profili di tutela - che maturano tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2020 l'età anagrafica di 63 anni unitamente a 30 anni di contributi (36 per i lavoratori gravosi); per le madri il requisito contributivo resta abbattuto di un anno per ogni figlio entro un massimo di due anni (pertanto a seconda dei casi può scendere a 28 o a 34 anni di contributi). Come accennato l'ape sociale garantisce un sostegno pari all'importo lordo mensile della pensione maturata al momento della domanda entro un massimo di 1.500 euro al mese per 12 mensilità annue. L'assegno cesserà al compimento dell'età pensionabile cioè sino al raggiungimento dei 67 anni di età (al netto dei futuri adeguamenti alla speranza di vita istat), quando cioè l'assicurato sarà traghettato in pensione di vecchiaia.

Le istanze

La proroga dello strumento ripropone anche il timing nella presentazione all'Inps delle istanze per la verifica delle condizioni (in deroga a quanto previsto nel DPCM del 23 Maggio 2017). Anche nel 2020, pertanto, ci saranno tre finestre: 1) dal 1° gennaio al 31 marzo (istanza tempestiva); 2) dal 1° aprile al 15 Luglio; 3) dal 16 Luglio al 30 novembre (istanza tardiva). Come di consueto resta fermo il principio secondo il quale le domande presentate dopo ciascuna finestra temporale e, comunque, non oltre il 30 novembre saranno prese in considerazione dall'Inps esclusivamente se all'esito del monitoraggio dello “scaglione” precedente residuano le necessarie risorse finanziarie.

Niente proroga per l'ape volontario

Non sarà, invece, prorogato ulteriormente il prestito pensionistico, cioè l'anticipo della pensione erogata dal settore bancario da restituire con trattenute mensili sulla pensione nei venti anni successivi al pensionamento. La scadenza della misura resta confermata al 31 dicembre 2019.

Torna in alto

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici