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Pensioni, Ok alla proroga dell'ape sociale sino al 31 dicembre 2021

Il testo della legge di bilancio proroga di un anno la sperimentazione del sussidio di accompagnamento alla pensione di vecchiaia a favore delle categorie sociali più deboli. Invariate le finestre di presentazione delle istanze di verifica delle condizioni.

L'ape sociale guadagna la proroga sino al 31 dicembre 2021. Lo mette nero su bianco lo schema della Legge di Bilancio per il 2021 che il Governo si accinge in queste ore a consegnare alla Camera dei Deputati. Lo strumento, introdotto dal 1° maggio 2017 consiste in un'indennità a carico dello Stato erogata dall’INPS a soggetti in determinate condizioni che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta. L’indennità è corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia. L’importo erogato è pari alla rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione se inferiore a 1.500 euro lordi mensili o pari a 1.500 euro se superiore. L'indennità, erogata per 12 mensilità, non è soggetta a rivalutazione né a integrazione al trattamento minimo. La proposta legislativa prevede l'inclusione anche dei soggetti che maturano i requisiti tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2021.

Le platee

Le categorie beneficiarie restano le quattro attualmente note: a) lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione; b) invalidi civili almeno al 74%; c) i c.d. caregivers; d) lavoratori dipendenti addetti alle cd. mansioni gravose (15 profili professionali come modificati da ultimo con la legge 205/2017). In relazione al profilo di cui al punto sub a) (lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione) la relazione illustrativa prevede l'estensione del beneficio anche a favore di coloro che non hanno beneficiato della prestazione di disoccupazione per carenza del requisito assicurativo e contributivo. L'estensione se confermata è degna di nota in quanto ammetterebbe al beneficio anche quei lavoratori che, sebbene licenziati o senza lavoro per scadenza del contratto a tempo determinato, non possono accedere alla Naspi perchè privi di almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni anteriori all'evento di disoccupazione oppure perchè non hanno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che hanno preceduto l'evento di disoccupazione. 

L'estensione

Come anticipato l'ape sociale potrà essere utilizzato dai lavoratori nei predetti profili di tutela che maturano tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2021 l'età anagrafica di 63 anni unitamente a 30 anni di contributi (36 per i lavoratori gravosi); per le madri il requisito contributivo resta abbattuto di un anno per ogni figlio entro un massimo di due anni (pertanto a seconda dei casi può scendere a 28 o a 34 anni di contributi).

La proroga dello strumento ripropone anche il timing nella presentazione all'Inps delle istanze per la verifica delle condizioni (in deroga a quanto previsto nel DPCM del 23 Maggio 2017). Anche nel 2021, pertanto, ci saranno tre finestre: 1) dal 1° gennaio al 31 marzo (istanza tempestiva); 2) dal 1° aprile al 15 Luglio; 3) dal 16 Luglio al 30 novembre (istanza tardiva). Come di consueto resta fermo il principio secondo il quale le domande presentate dopo ciascuna finestra temporale e, comunque, non oltre il 30 novembre saranno prese in considerazione dall'Inps esclusivamente se all'esito del monitoraggio dello “scaglione” precedente residuano le necessarie risorse finanziarie.

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