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Pensioni, Salgono a 10 gli anni riscattabili con la Pace Contributiva

Lo prevede un emendamento approvato al Senato durante l'esame della Legge di Bilancio per il 2020. La possibilità di riscatto di periodi non coperti dai contributi ai fini pensionistici sale da 5 a 10 anni.

Si amplia la facoltà sperimentale di riscattare i buchi contributivi. Lo prevede un emendamento approvato ieri durante l'esame in Senato della Manovra per il 2020. L'emendamento estende da 5 a 10 anni (anche non continuativi) i periodi temporali riscattabili ai sensi del DL 4/2019 per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31.12.1995, non titolari di pensione.

La facoltà resta riconosciuta in via sperimentale per un triennio (2019-2021) in favore dei lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, la gestione separata dell'Inps nonchè gli iscritti presso le gestioni sostitutive ed esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria.

La facoltà

L'estensione del periodo temporale da cinque a dieci anni va salutata con favore in quanto consente di recuperare sia ai fini del diritto che della misura della pensione periodi di mancata contribuzione tra un rapporto di lavoro e l'altro (interruzioni, disoccupazioni), una situazione piuttosto frequente per i giovani. Può essere utilizzata, ad esempio, per raggiungere i 20 anni di contributi necessari al pensionamento di vecchiaia o i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi; 41 anni e 10 mesi le donne). L'operazione è comunque una scommessa in quanto la domanda va presentata entro il 2021, con largo anticipo rispetto all'ipotetica data di pensionamento. Occorre quindi tarare con attenzione il periodo da riscattare sulla base delle prospettive di carriera futura che potrebbero rendere non strettamente necessaria l'operazione.

I limiti

I periodi riscattabili sono quelli antecedenti al 29 Gennaio 2019, data di entrata in vigore del DL 4/2019, e compresi tra l'anno del primo e quello dell'ultimo contributo comunque accreditato nelle suddette forme assicurative, non soggetti a obbligo contributivo e non coperti da contribuzione, comunque versata e accreditata, presso forme di previdenza obbligatoria (anche Casse Professionali). Va segnalato che la sanatoria non consente di recuperare periodi antecedenti all'iscrizione assicurativa, nè successivi all'ultimo versamento registrato in estratto conto; nè può essere esercitata neanche per riscattare periodi per i quali il datore di lavoro abbia omesso il versamento dei contributi (occorre procedere, in tal caso, alla costituzione della rendita vitalizia).

Con riferimento alle platee l'operazione non può essere utilizzata dai soggetti che ricadono nel sistema misto e questo ancorchè il riscatto si riferisca a periodi temporali successivi al 1995.  Da queste considerazioni segue che la pace contributiva non può essere utilizzata per integrare i 38 anni di contributi utili per l'uscita con la cd. quota 100.

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