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Pensioni, Sindacati: Governo si fermi prima di fare errori

Le parti sindacali avvertono il Governo su fughe solitarie in avanti. "La Riforma della Fornero deve essere condivisa". E Damiano rilancia una quota 100 da 63 anni.

"Il governo farebbe bene a fermarsi prima di fare degli errori e ad aprire un confronto serio e di merito con i sindacati”. Lo dichiarano in una nota i segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Ivan Pedretti, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima alla vigilia della calendarizzazione in Senato di un disegno di legge del Governo per tagliare gli assegni d'oro. “Tra ipotesi di ricalcoli, contributi di solidarietà e tagli sopra una certa soglia – continuano i sindacalisti – è del tutto evidente che l'intenzione è quella di mettere ancora una volta le mani nelle tasche dei pensionati, provocando così l'ennesimo danno a uomini e donne che hanno lavorato per una vita. È un film già visto e sarebbe una clamorosa retromarcia rispetto a quanto fatto in questi ultimi anni con l'allargamento e il potenziamento della 14esima”.

Per i sindacati è discutibile pure l'intervento di revisione della legge fornero, la cd. quota 100 che secondo la proposta leghista taglierebbe fuori le categorie sociali più deboli attualmente nel perimetro dell'ape sociale. Per questa ragione i sindacati chiedono la riapertura di un tavolo di confronto con l'esecutivo in vista della prossima legge di bilancio. “Siamo pronti a confrontarci con il governo – concludono i segretari di Spi, Fnp e Uilp –, ma diciamo fin da ora che siamo assolutamente indisponibili a ragionare su interventi che avrebbero come unico fine quello di fare cassa con le pensioni".

Damiano: Puntare a Quota 100 con 63 anni

Anche Cesare Damiano, ex Ministro del Lavoro, anticipa in vista del prossimo congresso del Partito Democratico, i punti cardinali che sosterrà l'ala più di sinistra dei Dems. Una proposta di riforma della legge Fornero ragionata, cioè che si collochi nel solco delle modifiche sostenute negli ultimi anni dal Governo Renzi senza stravolgimenti o penalizzazioni occulte per i lavoratori. In particolare la minoranza Dem punta ad una Quota 100 a partire dai 63 anni (abbinata cioè ad un minimo di 37 anni di contributi) con il mantenimento strutturale dell’Ape sociale e volontaria, alla nona salvaguardia degli esodati, alla continuazione della sperimentazione di Opzione Donna e al rallentamento dell’aggancio dell’età pensionabile alla aspettativa di vita. Per Damiano occorre pure procedere al raddoppio delle risorse per il Reddito di inclusione già ampliato dal 1° luglio 2018 con l'ultima legge di bilancio. E per quanto riguarda le pensioni d'oro una riforma che escluda il ricalcolo con il sistema contributivo ma preveda esclusivamente un contributo di solidarietà sugli assegni più elevati. Questa strada, ricorda Damiano, eviterebbe questioni di incostituzionalità e scongiurerebbe la possibilità che in futuro si proceda ad un ricalcolo anche per le pensioni più basse. 

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