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Pensioni, Uil: Ecco le risorse per finanziare più flessibilità in uscita

Il segretario Domenico Proietti: nessun rischio per i conti pubblici. Il sistema previdenziale italiano è sostenibile. In questi anni distratti oltre sei miliardi di euro dal sistema previdenziale che devono essere ora restituiti.

 È bene tranquillizzare la Commissione Ue: il sistema pensionistico italiano è ultra-sostenibile nel breve, nel medio e nel lungo termine. La spesa per pensioni in Italia, infatti, è dell'11% rispetto al Pil perfettamente in media con quella degli altri paesi della Ue, anzi un punto meno della Francia e mezzo punto meno della Germania. Lo denuncia in una nota stampa il segretario della Uil Domenico Proietti circa la possibilità di una correzione dei conti pubblici chiesta all'Italia dalla Commissione Europea dopo l'insediamento del nuovo Governo, in primavera. 

Per la Uil, invece, bisogna di reintrodurre elementi di equità e di giustizia nel sistema pensionistico continuando a cambiare la legge Fornero come avviato con le ultime due leggi di bilancio. Occorre inaugurare una fase 3 che preveda una flessibilità di accesso della pensione intorno a 63 anni e che affronti i temi della sostenibilità per le future pensioni dei giovani e delle lavoratrici. Le risorse per finanziarie gli interventi previsti del verbale di sintesi nel settembre 2016, al fine di continuare a reintrodurre elementi di equità e giustizia nel sistema previdenziale, ci sono. 

"Non ci sono alibi. In questi anni, infatti, oltre alla gigantesca operazione di cassa fatta con la legge Monti-Fornero, si è continuato a prelevare da alcuni fondi aventi fini previdenziali. Dal 2009 ad oggi le risorse stanziate per interventi previdenziali sono state destinate ad altre poste di bilancio. Sono andati in economia oltre 6 miliardi prelevati dal: fondo lavori usuranti; fondo lavoro di cura; fondo per le salvaguardie degli esodati; fondo per il finanziamento di opzione donna". La UIL chiede di recuperare queste risorse per attuare le richieste avanzate al tavolo di confronto con il Governo e per migliorare il sistema previdenziale. 

Fondo Lavori Usuranti

Nel 2009 è stato istituito un fondo con la finalità di finanziare l’accesso alla pensione per i lavoratori che svolgono attività usuranti. Ad oggi sono 1.997 i milioni di euro non utilizzati. Ciò si è verificato poiché il fondo è rimasto inattivo fino al 2010. Dal 2011 al 2014 è stato parzialmente utilizzato, mentre nel 2015 e nel 2016 una parte rilevante delle risorse sono state riallocate e destinate alla copertura di altre poste di bilancio. Va comunque precisato che si tratta di una stima prudenziale. Il totale delle risorse non utilizzate, infatti, è sicuramente superiore poiché non è disponibile il dato effettivo di spesa e i relativi risparmi per gli anni che vanno dal 2011 al 2014 - per i quali il minimale utilizzo della norma fa presuppore risparmi pari a circa 1 miliardo di euro - e per il 2017, anno ancora in corso.

Fondo a sostegno delle politiche socia li e familiari per le lavoratrici

Nel 2010, a seguito della sentenza della Corte europea, si procedette all’innalzamento dell’età di pensione per le donne del pubblico impiego, equiparandola a quella degli uomini. Contemporaneamente fu istituito un fondo nel quale dovevano confluire le risorse risparmiate da tale provvedimento per sostenere il lavoro di cura e il ruolo sociale delle lavoratrici. In quel fondo dal 2010 ad oggi sarebbero confluiti oltre 3 miliardi, rimasti inutilizzati poiché lo stesso non è stato mai attivato. 

Salvaguardie Pensionistiche

Rispetto alle risorse allocate per le salvaguardie degli esodati, resesi necessarie per sanare un marchiano errore della Legge Fornero, sono stati risparmiati oltre 645 milioni di euro, ai quali andranno aggiunti, una volta conteggiati, i risparmi derivanti dall’ottava salvaguardia. La Uil segnala che per l’ottava salvaguardia a fronte delle 30.700 domande previste ne sono state accolte meno della metà. Si tratta di cifre che ogni anno vengono distratte dal Governo per altri fini e che invece dovrebbero restare all'interno del sistema previdenziale.

Il Regime sperimentale per le lavoratrici

La Legge di stabilità 2016, al fine di portare a conclusione la sperimentazione della cosiddetta “opzione donna”, ha disposto che fossero allocate risorse pari a 565 milioni di euro a copertura di 25.000 possibili pensionamenti, prevedendo, inoltre, che le risorse non utilizzate dovessero essere destinate a misure con finalità analoghe a quelle di opzione donna. Al momento, non è comunque possibile quantificare quante lavoratrici abbiano scelto di utilizza re questa misura. Come evidenziato da più fonti del settore la platea è stata abbondantemente sovrastimata è quindi presumibile che da tali stanziamenti possano derivare significativi risparmi.

In definitiva, segnala la Uil, sommando i 1.997,6 milioni di euro relativi al fondo lavori usuranti non utilizzati, ai 3 .074 milioni di euro relativi al fondo per il sostegno delle politiche sociali, ai 645 milioni di euro relativi alle sette salvaguardie e ai possibili 394 milioni di euro relativi all’ottava salvaguardia, si ottengono 6 .110,6 milioni di euro di risorse preventivamente destinati a fondi connessi a fini previdenziali e non utilizzati a tal proposito. Insomma un tesoretto da utilizzare per la prossima legge di bilancio. 

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Documenti: Il documento della Uil

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