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Pensioni, Via libera alle domande per l'ape sociale anche nel 2020

L'Inps recepisce la proroga della sperimentazione della misura sino al 31 dicembre 2020 contenuta nell'ultima legge di bilancio. Invariati requisiti e condizioni rispetto allo scorso anno.

Via libera alla presentazione delle domande per l'accesso all'ape sociale anche nel 2020. Lo spiega l'Inps nel messaggio numero 163/2020 pubblicato oggi dall'ente di previdenza dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di bilancio per il 2020 (Ln 160/2019). L'ente previdenziale informa che al fine di dare attuazione alle previsioni di cui all'articolo 1, comma 473, della legge 160/2019, in attesa della pubblicazione della circolare illustrativa delle nuove disposizioni, sono stati riaperti i termini delle domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’APE sociale. Pertanto, dal 1° gennaio 2020, possono presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio dell’APE sociale i soggetti che, nel corso dell’anno 2020, maturano tutti i requisiti e le condizioni previste dall’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge n. 232/2016 e ss.mm.ii. Possono altresì presentare domanda tutti coloro che hanno perfezionato i requisiti negli anni precedenti, stante il permanere degli stessi, e che non hanno provveduto ad avanzare la relativa domanda. 

L'Inps ricorda infine che, per non perdere ratei di trattamento, i soggetti che al momento della domanda di verifica delle condizioni di accesso al beneficio in argomento siano già in possesso di tutti i requisiti e le condizioni previste devono presentare contestualmente anche la domanda di APE sociale. Ad esempio chi matura i requisiti nel gennaio 2020 deve presentare contestualmente sia la domanda di riconoscimento delle condizioni che quella di accesso alla prestazione per non perdere la mensilità di febbraio.

Requisiti e condizioni

Si ricorda che la proroga di cui alla citata legge 160/2019 non ha mutato requisiti e condizioni ma solo il termine di conclusione della sperimentazione che passa, per l'appunto, dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020. Pertanto le platee destinatarie sono le stesse dello scorso anno (soggetti disoccupati, invalidi, caregivers ed addetti a mansioni gravose) così come i requisiti anagrafici e contributivi (età di 63 anni  unitamente a 30 anni di contributi, 36 per i lavoratori gravosi); per le madri il requisito contributivo resta abbattuto di un anno per ogni figlio entro un massimo di due anni (pertanto a seconda dei casi può scendere a 28 o a 34 anni di contributi).

Con la proroga il legislatore ha riproposto anche le tre finestre annuali per la presentazione all'Inps delle istanze per la verifica delle condizioni (in deroga a quanto previsto nel DPCM del 23 Maggio 2017): 1) dal 1° gennaio al 31 marzo (istanza tempestiva); 2) dal 1° aprile al 15 Luglio; 3) dal 16 Luglio al 30 novembre (istanza tardiva). Come di consueto resta fermo il principio secondo il quale le domande presentate dopo ciascuna finestra temporale e, comunque, non oltre il 30 novembre saranno prese in considerazione dall'Inps esclusivamente se all'esito del monitoraggio dello “scaglione” precedente residuano le necessarie risorse finanziarie.

Lo strumento

Come noto l'ape sociale è una sorta di strumento di accompagnamento alla pensione di importo pari all'assegno mensile lordo maturato al momento della domanda entro un massimo di 1.500 euro al mese per 12 mensilità annue. L'assegno cessa il primo giorno del mese successivo al compimento dell’età anagrafica prevista alla pensione di vecchiaia (l'assicurato deve pertanto produrre domanda di pensione uno o due mesi prima del raggiungimento dell'età anagrafica di vecchiaia per non subire vuoti economici tra i due trattamenti). Al fine del perfezionamento del requisito contributivo di 30 o 36 anni gli assicurati possono avvalersi anche del cumulo dei periodi assicurativi. E' possibile cioè sommare la contribuzione versata nelle gestioni previdenziali dell'Inps (con esclusione della sola contribuzione presente nelle casse professionali). E' esclusa però, a differenza della generalità degli altri trattamenti pensionistici, la possibilità di integrare il contributo richiesto con eventuale contribuzione versata all'estero in paesi comunitari o extracomunitari per i quali l'Italia abbia siglato accordi di sicurezza sociale.

Documenti: Messaggio Inps numero 163/2020

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