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Quota 100, Di Maio: in arrivo un decreto dopo Natale

Il Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, conferma lo slittamento di almeno un mese della presentazione del Reddito di cittadinanza e della revisione della legge Fornero.

Il Reddito di cittadinanza e Quota 100 saranno regolati con apposito decreto che arriverà dopo Natale. Lo ha confermato il vicepremier Luigi Di Maio in una diretta Facebook, affermando che "chi dice che nella Legge di Bilancio non ci sono il reddito di cittadinanza e Quota 100, dice una sciocchezza"."Nella Legge di Bilancio c'è la ciccia, ovvero ci sono i soldi", ha precisato il Ministro, spiegando poi che per la complessità che mostrano le due misure non avrebbero potuto essere regolate nella legge di Bilancio. Intanto il sottosegretario al welfare Claudio Durigon ha confermato i punti del dossier a cui sta lavorando il Governo. Durigon ha ribadito che "non saranno previste penalizzazioni ma stiamo valutando se introdurre per uno o due anni il divieto di cumulo dell'assegno con qualunque tipologia di reddito da lavoro. Saranno consentite solo prestazioni occasionali nel limite di 5mila euro l'anno".

Secondo il sottosegretario il ripristino del divieto di cumulo redditi lavoro/pensione è in linea con lo spirito della riforma di incentivare il ricambio generazionale e, quindi, l'assunzione di giovani. Per esigenze organizzative dell'Inps, che dovrà gestire un bacino potenziale di 420 mila lavoratori interessati ad anticipare il pensionamento, saranno previste delle finestre di uscita fisse ogni anno. Si ipotizza aprile, luglio, ottobre e gennaio a seconda del trimestre in cui vengono maturati i requisiti della quota, un congegno in vigore prima del decreto Sacconi che nel 2011 introdusse le finestre mobili poi soppresse dalla Riforma Fornero. Per il pubblico impiego le finestre potrebbero essere due l'anno. Sulla quota 100 l'esecutivo punta anche a rendere possibile cumulare gratuitamente la contribuzione presente in diverse gestioni assicurative. Ma su questo aspetto servirà una conferma nei prossimi tempi.

Torna l'opzione donna e l'ape sociale

Come già anticipato su PensioniOggi torna anche opzione donna, lo strumento che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione, a condizione che optino per il sistema di calcolo contributivo integrale. Il Governo punta anche a prorogare per un anno, tutto il 2019, anche l'Ape sociale, l'anticipo pensionistico previsto, in presenza di 63 anni e 30/36 anni di contributi, per disoccupati involontari, cargiver o lavoratori che svolgono mansioni particolarmente gravose. Verrebbero così garantiti due ulteriori canali di uscita per quelle platee che non raggiungono i requisiti contributivi per la quota 100

Reddito e pensione di cittadinanza

Nel decreto a cui sta lavorando il Governo ci sarà poi il reddito di cittadinanza, «una misura universalistica di sostegno al reddito», con la previsione che nessun cittadino abbia un reddito mensile inferiore ai 780 euro, che crescono in base al numero dei componenti della famiglia. Stesso tetto varrà anche per le pensioni: minime saranno aumentate fino a 780 euro, con una differenziazione tra chi è proprietario di un immobile e chi non lo è. Nel progetto governativo troverà spazio anche il taglio agli assegni d'oro, superiori a 4.500 euro netti al mese.

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