Quota 100 e Quota 41. Le ipotesi sul tavolo
Menu

Quota 100 e Quota 41. Le ipotesi sul tavolo

Assegno decurtato per coloro che hanno almeno 18 anni di contributi al 1995. E dal 2019 stop all'Ape sociale. Al suo posto i fondi interprofessionali. 

Antonio Brambilla, estensore della proposta leghista per rivedere la Legge Fornero entro la fine dell'anno spiega dal Festival del Lavoro le direttrici di intervento del nuovo esecutivo. I canali di uscita saranno due come già anticipati nelle settimane scorse. Il primo, la cosiddetta quota 100, richiederà che l'interessato abbia maturato contemporaneamente un requisito di età e uno di contribuzione, la cui somma deve appunto dare 100. Unica però la combinazione possibile: 64 anni e 36 di contributi.

L'altro canale sarà la pensione con 41 anni e 5 mesi di contributi a prescindere dall'età anagrafica. Confermato anche il tetto alla contribuzione figurativa valorizzabile (2 o 3 anni massimo) e alla penalità consistente nel ricalcolo con il sistema contributivo delle anzianità maturate tra il 1996 ed il 2011 per coloro che al 31 dicembre 1995 vantavano almeno 18 anni di contribuzione (qui i dettagli). 

Stop all'ape social

Stop anche all'Ape sociale dal 1° gennaio 2019 accusato da Brambilla di lasciare all'Inps una eccessiva flessibilità nella sua concessione. Secondo il consulente leghista in sostituzione dell'ape sociale una maggiore flessibilità in uscita potrà essere accordata tramite i fondi esuberi ed i fondi interprofessionali "che non è una cosa piccola perchè l'ape sociale la paghiamo noi mentre i fondi se li pagano le varie categorie". E saranno le parti sociali ad individuare le platee beneficiarie, non più l'Inps come accade oggi con una serie di paletti e condizioni quasi indecifrabili.

Pensioni d'oro: no al ricalcolo

Brambilla frena però sul taglio alle pensioni d'oro. Sarebbe un precedente molto pericoloso perchè potrebbe aprire la strada ad un ricalcolo con il sistema contributivo anche degli assegni inferiori a cinque mila euro al mese ove le finanze pubbliche in futuro richiedessero ulteriori sacrifici. Meglio l'introduzione di un prelievo di solidarietà i cui denari dovrebbero però andare a sgravare gli oneri contributivi per l'assunzione e la stabilizzazione dei giovani.

Molti comunque i tasselli del puzzle ancora da comporre. Per primo occorrerà trovare una quadra all'interno della maggioranza dato che il M5S preme anche per una revisione del meccanismo della speranza di vita che la Lega, invece, non ha messo in cantiere.  Quanto al timing è ormai escluso che un intervento sulla previdenza possa arrivare prima della fine dell'anno. L'ipotesi che prende piede è di inserire almeno parte della Riforma nella prossima legge di bilancio con partenza quindi dal 1° gennaio 2019. 

Segui su Facebook tutte le novità su pensioni e lavoro. Partecipa alle conversazioni. Siamo oltre trentamila

Torna in alto

Pensioni Oggi

Sezioni

Speciali

Strumenti

Seguici