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Quota 100, Il Governo punta alla conferma sino al 2021

Il neo ministro dell'economia, Roberto Gualteri, ha assicurato la volontà del nuovo esecutivo di garantire la misura anche per i prossimi due anni.

La quota 100 non sarà smantellata con la prossima legge di bilancio. Il nuovo Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha rassicurato nei giorni scorsi che il Governo M5S-PD intende confermare la scadenza naturale della sperimentazione fissata al 31 dicembre 2021 dal precedente esecutivo. Come già anticipato su PensioniOggi ad inizio mese. Dovrebbe restare invariato il format attuale (62 anni e 38 di contributi più una finestra trimestrale o semestrale a seconda rispettivamente se trattasi di lavoratori del settore privato o del pubblico impiego) senza alcuna penalizzazione sul calcolo dell'assegno. Secondo Gualtieri, infatti, «un governo serio» non cambia di continuo «la situazione», in particolare quella previdenziale. Ma certo, l'anticipo della pensione è una misura che andrà ad «esaurimento» e andrà in soffitta a fine 2021, magari portando nel frattempo ancora più risparmi" ha detto il Ministro.

Si accinge alla conferma anche il blocco della speranza di vita dei requisiti contributivi per la pensione anticipata (sia quella standard a 42 anni e 10 mesi di contributi che quella "precoci" con 41 anni di contributi) sino al 31 dicembre 2026.

Ancora da chiarire se nella prossima legge di bilancio ci sarà spazio per una proroga dell'opzione donna, il regime sperimentale che consente alle lavoratrici dipendenti ed autonome di pensionarsi in anticipo accettando un assegno interamente calcolato con le regole del sistema contributivo, e la pensione di garanzia in favore dei giovani lavoratori assicurati con il sistema contributivo. I due punti sono previsti esplicitamente nel contratto di Governo siglato tra PD e M5S agli inizi del mese di settembre in occasione della nascita del Conte-Bis. Ma per queste misure occorre trovare adeguate coperture.

L'esecutivo dovrà, inoltre, decidere le sorti dell'anticipo pensionistico (l'APE), nella sua forma "sociale", cioè quella pagata dallo stato in favore delle categorie deboli, e quella nella forma volontaria, cioè il prestito anticipato dal settore bancario. Entrambe le misure scadono il prossimo 31 dicembre 2019 salvo, appunto, si stabilisca una ulteriore proroga. Sul fronte del welfare il nuovo esecutivo conferma il reddito di cittadinanza con il rafforzamento però del capitolo dedicato alle politiche attive, ed un ulteriore intervento a sostegno della natalità con l'obiettivo di azzerare completamente le rette a carico delle famiglie per la frequenza degli asili nido.

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