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Quota 100, Sindacati: nessuna penalità per chi esce prima

Le parti sociali chiedono al Governo l'apertura di un tavolo di confronto in vista della presentazione della legge di bilancio e della flessibilità in uscita basata sulla cd. quota 100.

I sindacati vogliono vederci chiaro sulle pensioni. Il continuo stillicidio di promesse ed ipotesi su un possibile intervento di revisione della legge Fornero è allarmante. Lo sottolinea una nota del sindacato di Corso d'Italia che chiede al Governo l'apertura di un tavolo ufficiale presso il Ministero del Lavoro prima della presentazione della Legge di Bilancio. La Cgil inquadra positivamente il ripristino della flessibilità con la quota 100 anche se molte incertezze permangono in ordine al meccanismo attraverso cui sarà realizzata (per la Cgil è essenziale l'assenza di penalità o di congegni di disincentivazione al pensionamento anticipato) senza dimenticare gli altri temi che da anni la piattaforma unitaria con Cisl e Uil sta cercando di portare avanti.

E' necessario altresì che non si penalizzino i lavoratori più deboli, in particolare che non si cancelli l'ape sociale. "Sarebbe inaccettabile - scrive il sindacato - che la nuova flessibilità eliminasse quei pochi vantaggi che sono stati portati a casa con il verbale del settembre 2016". La Cgil chiede poi misure per le future pensioni dei giovani penalizzati dal sistema contributivo a causa di carriere frammentarie e di affrontare il problema della disparità di genere garantendo una contribuzione figurativa per i lavori di cura familiare. Per il sindacato di Corso d'Italia occorre poi disporre il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita, previsto per il prossimo 2019, e che al contempo si avvii un tavolo di studio per individuare un nuovo criterio che rispetti le diversità e le peculiarità di tutti i lavori. Altro tema sensibile è la riforma della Governance dell'Inps tema rimasto irrisolto nella scorsa legislatura. 

Uil: servono misure anche per gli esodati

Anche la Uil mette le mani avanti indicando le "aspettative" per il prossimo anno. "La prossima Legge di Bilancio - scrive una nota della Uil - deve continuare a cambiare profondamente la legge Fornero. Occorre introdurre una piena flessibilità di accesso per tutti i lavoratori tra i 62 ed i 63 anni; 41 anni di contribuzione devono bastare per andare in pensione a prescindere dall’età; si deve completare la salvaguardia di tutti gli esodati e prorogare opzione donna. Al contempo, è doveroso eliminare tutte le disparità di genere che ancora penalizzano le donne, valorizzando il lavoro di cura e affrontare il tema delle future pensioni dei giovani, i quali in questi anni a causa del lavoro precario presentano buchi di contribuzione che devono essere colmati". Questi provvedimenti sono necessari per reintrodurre equità nel nostro sistema previdenziale e riallinearlo a quello che avviene nella media dei paesi UE.

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