Riforma Pensioni, I sindacati rilanciano l'uscita flessibile a 62 anni o con 41 anni di contributi

redazione Mercoledì, 28 Luglio 2021
Le richieste delle Parti Sociali al Governo in vista della scadenza di Quota 100 a fine anno. Flessibilità in uscita per evitare lo scalone alla classe 1960 e assegno di garanzia per i giovani. 

Flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età e pensione anticipata a prescindere dall'età anagrafica con 41 anni di contributi per tutti i lavoratori. In entrambi i casi senza ricalcolo contributivo dell'assegno. Riconoscimento di benefici previdenziali che tengano conto della diversa gravosità dei lavori, del lavoro di cura e del lavoro delle donne. Sono le proposte formulate dai sindacati al Governo nel primo incontro sulla riforma della previdenza dell'era Draghi tenutosi ieri al Ministero del Lavoro. 

Per il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli: "Siamo ormai a ridosso della Legge di Bilancio e quindi è arrivato il momento di capire quali sono le reali intenzioni del governo sulla previdenza e verificare se c'è davvero la disponibilità a sviluppare un confronto con l'obiettivo di arrivare ad una riforma del sistema, partendo dalle proposte contente nella Piattaforma sindacale". Nello specifico la Cgil propone di superare l'impianto della Legge Fornero a partire dal 2022, l'introduzione di una forma di flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età o con 41 anni di contribuiti a prescindere dall'età. Viene proposto poi di riconoscere con dei benefici previdenziali la diversa gravosità dei lavori, il lavoro di cura e delle donne.

I sindacati propongono inoltre di offrire una prospettiva previdenziale anche ai più giovani e a chi svolge lavori poveri o discontinui attraverso l'introduzione di una pensione di garanzia. Tra le richieste anche la tutela del potere d'acquisto delle pensioni con il rafforzamento e l'estensione della quattordicesima mensilità ed il rilancio della previdenza complementare attraverso un semestre di silenzio assenso.

L'esecutivo, per il momento, ha aperto solo ad una proroga degli strumenti selettivi già attualmente esistenti come l'ape sociale ed opzione donna (che quasi sicuramente verranno prorogati anche nel 2022) e ad un ampliamento del novero dei lavori gravosi ed usuranti. Proprio in tal senso a fine anno dovrebbero concludersi i lavori delle due Commissioni paritetiche sui lavori gravosi e sull'andamento della spesa previdenziale. Obiettivo del lavoro: costituire la base per una diversificazione dell'età pensionabile in funzione della gravosità delle mansioni proseguendo l'attività già avviata con la legge n. 232/2016.

"Si è aperto un confronto sul tema della previdenza e il sindacato ha esposto la sua piattaforma. Noi abbiamo proposto il lavoro che è emerso da una Commissione che dovrà definire i lavori gravosi. Alla luce anche delle valutazioni e dei pareri degli altri ministeri coinvolti proseguirà la discussione mi auguro con un esito positivo". Ha detto il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, a margine dell'incontro con i sindacati.

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