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Salvini conferma: Quota 100 obiettivo del Governo

Per il leader del Carroccio la proposta sulla quota 100 e un tetto a 41 anni di contributi sono sufficienti a rendere più equilibrato l'ordinamento previdenziale pubblico. 

Il Governo fa quadrato intorno alla revisione della Legge Fornero. Il Leader politico della Lega, Matteo Salvini, ha ribadito che il nuovo esecutivo rispetterà il programma elettorale con il quale si è presentato alle Urne: "Come da programma il nostro obiettivo è smontare pezzo per pezzo la legge Fornero, introducendo subito la quota 100: 41 anni di anzianità contributiva penso siano sufficienti" ha detto Salvini.

Anche il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, leader del M5S, ha indicato che la revisione del sistema pensionistico e l'introduzione del reddito e della pensione di cittadinanza sono all'ordine del giorno con l'obiettivo di mettere a punto una soluzione condivisa. Nessuna indiscrezione ufficiale sulla tempistica di intervento ma la prima finestra utile potrebbe essere quella della legge di bilancio per il 2019 che si inizierà a discutere dopo l'estate. Risorse permettendo. 

Prima di parlare dei tempi la maggioranza dovrà però trovare la quadra su come declinare la riforma della Legge Fornero, tenendo conto dei vincoli di bilancio. Con posizioni che restano ancora parecchio lontane. La proposta leghista, elaborata da Alberto Brambilla, non ha suscitato troppi entusiasmi nell'ambiente grillino che punta ad evitare che il quadro previdenziale peggiori per le categorie più deboli come donne, lavoratori discontinui e disoccupati a seguito della paventata abolizione dell'ape sociale dal 2019. Così come pure non piace l'idea di penalizzare chi ha avuto lunghi periodi di contributi figurativi ai fini del raggiungimento della quota 100. C'è poi la partita sugli adeguamenti alla speranza di vita che il M5S vorrebbe bloccare ma di cui non c'è traccia nella proposta leghista. L'esecutivo dovrà quindi individuare una posizione di sintesi tra le diverse sensibilità con un occhio ai costi. 

C'è, invece, sintonia piena sulla proroga dell'opzione donna oltre il 2015 e sul taglio dei vitalizi agli ex parlamentari. Misure che a questo punto potrebbero vedere la luce in tempi più rapidi anche per dare un primo segnale politico all'elettorato.

Cgil: Iniziative vanno condivise

Anche i sindacati frenano su iniziative solitarie del Governo ribadendo la necessita' di una concertazione con le parti sociali. "Il perno di questa riforma strutturale dovrebbe essere la flessibilità in uscita, che si può conseguire attivando più strumenti, in particolare dando al lavoratore la possibilità di poter scegliere quando andare in pensione, partendo dai 62 anni, considerando che ormai la quota contributiva è diventata prevalente nella posizione previdenziale e quindi il rendimento pensionistico è commisurato alla permanenza in attività" sostiene Roberto Ghiselli, dirigente sindacale Cgil.

Secondo il dirigente sindacale, "servirebbe un sistema pensionistico contributivo ma corretto con elementi solidaristici e di equità, in particolare riconoscendo la diversità dei lavori in termini di gravosità, il lavoro di cura e la particolare situazione delle donne (attraverso la proroga di opzione donna ma non solo) e il lavoro povero e discontinuo, che purtroppo riguarda in misura rilevante i più giovani. In questo quadro vi è anche il tema dei 41 anni di anzianità, senza però restrizioni e legami con la speranza di vita. Questo disegno riformatore complessivo, che dovrà ricomprendere anche le questioni aperte relative alla previdenza integrativa, la separazione assistenza/previdenza e la rivalutazione delle pensioni in essere, costituisce la base di un possibile intervento organico, che trovi in se la propria sostenibilità economica e sociale, ora e in prospettiva. Questa è la sfida che la Piattaforma unitaria del sindacato lancia alla politica e, in particolare, al Governo" conclude il dirigente Cgil. 

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