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Via libera ai correttivi al riordino delle carriere delle Forze di Polizia e Vigili del Fuoco

Licenziati in via preliminare lo scorso 6 luglio da Palazzo Chigi i due provvedimenti che riaprono la delega della Legge Madia. I decreti sono attesi ora alle Commissioni Parlamentari per l'acquisizione dei relativi pareri. 

Si riapre la Delega Madia sul riordino delle carriere per le forze di polizia e per i vigili del fuoco. Il Consiglio dei Ministri dello scorso 6 Luglio ha dato il via libera agli schemi di due decreti legislativi, esercitando in extremis la delega conferita all'esecutivo dalla Legge Madia del 2015 (che sarebbe scaduta il 7 luglio), per rimettere le mani sul riordino dei ruoli del personale delle polizia e dei vigili del fuoco la cui delega era già stata esercitata in un primo tempo rispettivamente con i Dlgs 95 e 97 del 29 Maggio 2017.

I provvedimenti giungono all'esito di un ascolto avviato in questi primi mesi di rodaggio delle nuove misure con le parti sindacali e saranno ora trasmessi alle Commissioni Parlamentari di Camera e Senato per l'acquisizione dei relativi pareri nonchè al Consiglio di Stato. L'adozione definitiva dovrebbe giungere, secondo fonti vicine all'esecutivo, non prima della fine del 2018 stante la necessità di individuare alcune coperture economiche all'interno della prossima legge di bilancio per il 2019.

Forze di Polizia

Per quanto riguarda le forze di polizia, in attesa che venga messo a punto ufficialmente il testo, il decreto apporta alcuni correttivi volti a superare le criticità emerse nella prima fase di applicazione del riordino, necessari a gestire la fase transitoria . Vengono così dettagliati alcuni meccanismi relativi alle decorrenze giuridiche, e si introducono modifiche ordinamentali concernenti le singole componenti delle Forze di polizia, al fine di assicurare la salvaguardia delle professionalità acquisite e la loro valorizzazione. Non sono state accolte, invero, quelle modifiche chieste da parte dei sindacati di polizia volte all'equiparazione del trattamento economico con quello previsto le altre Amministrazioni del Comparto Sicurezza e Difesa.

Vigili del fuoco

Più consistenti le modifiche per i vigili del fuoco: il decreto contiene il passaggio a vigile coordinatore a 12 anni di servizio rispetto ai 15; la riduzione delle qualifiche da vigile; il passaggio della figura del capo reparto a ruolo aperto; l’istituzione del ruolo direttivo speciale per il personale di concetto sia per l’area tecnica sia per l’area tecnica amministrativa e tecnica informatica; l’istituzione del ruolo tecnico per il personale medico, ginnico, orchestrale e tecnico-amministrativo e tecnico-informatico (ex SATI).

All'interno del provvedimento trova spazio anche un aumento di posti, pari a circa 400, per il personale capo squadra; l’inserimento degli elisoccorritori nelle specializzazioni; il ricalcolo dell’organico per gli specialisti nei passaggi di qualifica; l’aumento di 21 posti per i dirigenti superiori dell’area tecnica; l’istituzione della dirigenza tecnico-amministrativa e tecnico-informatica di 12 unità e l’inserimento dei funzionari tecnici-amministrativi e tecnici-informatici nell’area di contrattazione dei dirigenti e direttivi; 500 posti di funzione per i funzionari tecnici e i funzionari tecnici-amministrativi e tecnici-informatici. Restano fuori, invece, i miglioramenti stipendiali e il trattamento previdenziale, altre rivendicazioni dei sindacati di categoria, che denunciano come il comparto ancora oggi continui a godere di un trattamento deteriore rispetto alle altre forze di polizia.

Soddisfazione ha espresso la Confals per il risultato raggiunto. "I vigili del fuoco stanno cominciando ad avere la considerazione che meritano; ci poniamo entro l’anno un altro importantissimo obiettivo: raggiungere l’equiparazione stipendiale alle forze di polizia attraverso un provvedimento finanziario in favore del Corpo".

Il Governo ha pure preannunciato inoltre l’esame di un disegno di legge per l’attribuzione, al Governo, della delega ad adottare disposizioni integrative e correttive in materia di riordino dei ruoli e delle carriere anche per il personale delle Forze armate, rinnovando al contempo la corrispondente delega per le Forze di polizia, al fine di garantire la piena equiordinazione dei trattamenti nell’ambito del Comparto difesa e sicurezza.

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