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Concorso Scuola 2015, in arrivo il Bando per 90mila cattedre

Saranno novantamila gli insegnanti cui affidare una cattedra nelle prossime tre stagioni e andranno ad aggiungersi agli 87mila stabilizzati con le prime quattro fasi della Buona scuola.

Conto alla rovescia per il concorso per i docenti della scuola. Uscirà, infatti, entro il primo dicembre il bando per l'assunzione di circa 85-90 mila docenti dopo la conclusione della fase c) del maxi piano di stabilizzazioni avviato con la Riforma della Scuola prevista per novembre. 

Le assunzioni, come prevede la legge 107/2015, saranno effettuate, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, sia su tutti i posti vacanti e disponibili nell’organico dell’autonomia sia per le altre cattedre che si libereranno nel triennio. I candidati però dovranno pagare un diritto di segreteria il cui ammontare sarà stabilito nel relativo bando. Le somme riscosse saranno utilizzate per lo svolgimento della procedura concorsuale. 

Chi potrà partecipare. A differenza delle vecchie tornate questa volta per ciascuna classe di concorso potranno accedere esclusivamente i candidati in possesso del relativo titolo di abilitazione all’insegnamento (articolo 1, comma 110 della legge 107/2015). Si tratta cioè degli insegnanti iscritti nella II fascia delle graduatorie di circolo e di istituto, comprendente gli aspiranti non inseriti nelle graduatorie ad esaurimento ma forniti di specifica abilitazione, nonché i soggetti che hanno frequentato i tirocini formativi attivi (TFA) o i percorsi speciali abilitanti (PAS) e quanti hanno conseguito il titolo di laurea in scienze della formazione primaria e, probabilmente, il diploma magistrale (riconosciuto nelle scorse settimane dal Consiglio di Stato).

Per i posti di sostegno potranno concorrere i candidati in possesso del relativo titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni in situazione di handicap. Non potrà partecipare, invece, il personale docente ed educativo già assunto su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali. 

Il maggior punteggio. Non solo. Costituirà maggior punteggio il servizio prestato a tempo determinato, per un periodo continuativo non inferiore a centottanta giorni, nelle istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado (comma 114 dell'articolo 1, della legge 107/2015). In sostanza chi, tra queste categorie, ha già speso tempo in classe come supplente, parteciperà al concorso con punteggi in partenza superiori. E dunque più possibilità di ottenere il posto. 

Le assunzioni. Concluso il concorso le modalità di accesso resteranno le stesse del passato. Tra il 2016 ed il 2018 i docenti saranno presi per metà dalle Graduatorie di Merito (che si formeranno proprio dal concorso) e per metà dalle Graduatorie a esaurimento (che contano ancora circa 60mila iscritti). Poiché, tuttavia, in molte discipline le cosiddette Gae sono esaurite, è ipotizzabile che oltre la metà dei posti in realtà vengano assegnati tramite le graduatorie di merito. Che avranno validità triennale. Sino alla prossima tornata concorsuale. 

Periodo di prova e formazione. Come prevede la buona scuola il personale docente ed educativo prima di prendere servizio sarà inoltre sottoposto al periodo di formazione e di prova, il cui positivo superamento determinerà l’effettiva immissione in ruolo. Il superamento dell’anno di formazione e di prova sarà subordinato allo svolgimento del servizio effettivamente prestato per almeno centottanta giorni, dei quali almeno centoventi per le attività didattiche. E’ anche prevista la valutazione da parte del dirigente scolastico, sentito il comitato per la valutazione, sulla base di un’istruttoria di un docente tutor. In caso di valutazione negativa del periodo di formazione e di prova, il personale docente ed educativo potrà comunque essere sottoposto ad un secondo periodo di formazione e prova, non rinnovabile.

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