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Concorso Scuola, Per i neo-assunti arrivano gli incarichi triennali

Per la copertura dei posti di personale docente il dirigente scolastico dovrà formulare ai docenti una proposta di incarico triennale rinnovabile in coerenza con il Pof.

I vincitori del concorso docenti per il 2016 finiranno nei nuovi ambiti territoriali dai quali il Dirigente scolastico sceglierà i docenti con poteri e responsabilità maggiori rispetto agli attuali. E' questa una delle principali novità prevista dalla legge 107/2015 (cd. buona scuola) che coinvolgerà chi sarà assunto a partire dal prossimo anno scolastico. La Riforma degli ambiti territoriali e del potere di chiamata sarebbe dovuta partire, in realtà, già lo scorso anno ma i ritardi dovuti all'approvazione della legge hanno costretto il Governo a posticipare l'avvio del progetto. Si tratta di una novità non da poco, fortemente osteggiata dalla parte sindacale, che farà venir meno la cd. sede di titolarità, da cui un docente non può essere spostato se non a domanda o in casi gravi di incompatibilità ambientale. Con i nuovi ambiti, invece, il docente, una volta inserito nell'ambito territoriale, potrebbe essere, quindi, chiamato a spostarsi più volte in scuole diverse appartenenti allo stesso ambito territoriale ogni tre anni.  

Il comma 66 della legge 107/2015 prevede, infatti, che a decorrere dall'anno scolastico 2016/2017, i ruoli del personale docente saranno regionali, articolati in ambiti territoriali, suddivisi in sezioni separate per gradi di istruzione, classi di concorso e tipologie di posto. Entro il 30 giugno 2016, gli uffici scolastici regionali, su indicazione del ministero dell'Istruzione, sentiti le regioni e gli enti locali, dovranno definire l'ampiezza degli ambiti territoriali, inferiore alla provincia o alla città metropolitana, considerando: a) la popolazione scolastica; b) la prossimità delle istituzioni scolastiche; le caratteristiche del territorio, tenendo anche conto delle specificità delle aree interne, montane e delle piccole isole, della presenza di scuole nelle carceri, nonché di ulteriori situazioni o esperienze territoriali già in atto. In sostanza dal prossimo anno i docenti assunti faranno riferimento non più ad una sede–istituzione scolastica di titolarità, come accaduto in passato, ma ad un ambito territoriale. 

L'altra novità in arrivo riguarda il conferimento degli incarichi. Gli insegnamenti saranno, infatti, conferiti dai dirigenti scolastici ai docenti che insistono nell'ambito territoriale della scuola: i Ds formuleranno ai docenti una proposta di incarico triennale (rinnovabile in coerenza con il Piano dell'Offerta Formativa) secondo il curriculum del docente. In pratica gli incarichi saranno assegnati non più in base alle graduatorie redatte, seguendo le tabelle contrattuali del punteggio, ma in base al curriculum e alle competenze dell'insegnante, ritenuto particolarmente adatto alla realizzazione del Pof triennale. A tal fine il Ds potrà svolgere colloqui, valorizzando curriculum, esperienze, competenze dei candidati. L'assegnazione dell'incarico dovrà avvenire assicurando trasparenza e pubblicità sui criteri adottati, incarichi conferiti e curricula dei docenti con l'obbligo di pubblicazione di tali documenti nel sito internet della scuola. 

L'incarico dovrà essere assegnato prioritariamente sui posti vacanti, anche tenendo conto delle candidature dei docenti per l'incarico e delle precedenze stabilite dalla legge che tutelano particolari categorie di lavoratori. E' ammesso, in assenza di docenti abilitati, il ricorso a docenti abilitati in altra classe di concorso, purché in possesso di titoli di studio validi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire. Per evitare che taluni restino senza incarico c'è una norma di chiusura: i docenti che non hanno ricevuto o accettato proposte o in caso di inerzia del Ds rispetto alla procedura di avviso-incarico, gli incarichi stessi sono comunque conferiti dall'Ufficio scolastico.

Non a caso l'intera procedura è fortemente avversata dalla parte sindacale che ne chiede lo stralcio: "questa novità - sottolinea un comunicato delle sigle confederali del comparto - rischia di trasformarsi non solo in un incubo per i docenti e le scuole coinvolte, ma anche in un pesante carico gestionale per i dirigenti scolastici, che sono consapevoli dell’inutilità sostanziale dell’intera operazione".

 

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