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Part-Time, Domande entro il 15 Marzo 2016

Interessato all'adempimento il personale docente e Ata che intende chiedere la trasformazione del rapporto di lavoro per almeno un biennio all'amministrazione scolastica. 

Il personale docente di ogni ordine e grado, il personale educativo ed Ata in servizio con contratto a tempo indeterminato avrà tempo sino al 15 marzo 2016 per chiedere la trasformazione del rapporto in part-time. La domanda, in forma cartacea, dovrà essere presentata dai docenti all'ufficio scolastico territoriale attraverso il dirigente scolastico della scuola di servizio; dal personale Ata direttamente al dirigente scolastico. Entro la medesima data il personale che ha già ottenuto il part-time deve fare domanda per rientrare in servizio a tempo pieno ovvero di modifica l'orario di servizio prestato in regime di part-time.

Anche quest'anno, dunque, si ripropone la possibilità per il personale della scuola di chiedere all'amministrazione scolastica di lavorare ad orario ridotto di almeno il 50 per cento rispetto al tempo pieno per una durata di almeno due anni (e sino ad un massimo di cinque anni). Si tratta di una scelta appetibile per molti docenti, magari vicini al compimento dell'età pensionabile, o che hanno particolari esigenze di famiglia per stare più tempo a casa conservando comunque la sede di titolarità per tutto il periodo della prestazione a orario ridotto, senza che ciò interrompa o ritardi il passaggio alla posizione stipendiale successiva o l'accesso, in deroga alle norme generali, ai compensi accessori per le attività aggiuntive di insegnamento.

Naturalmente è una scelta che ha un costo in quanto con il passaggio al part-time la retribuzione, il trattamento accessorio e le altre competenze fisse e periodiche vengono elargite in proporzione alle ore di servizio o di insegnamento e pertanto l'emolumento percepito risulterà ridotto in misura corrispondente. Ai fini però della maturazione del requisito contributivo che consente l'accesso al trattamento pensionistico i periodi di servizio prestati in regime di part-time sono valutati come anni a tempo pieno. Per quanto riguarda, invece, la misura dell'assegno pensionistico il passaggio al part-time, determinando una contrazione della retribuzione, causerà una riduzione della contribuzione versata e, pertanto, un effetto negativo sulla pensione.  

Nella domanda gli interessati dovranno indicare la tipologia di part-time di cui intendano disporre: orizzontale (con articolazione della prestazione di servizio ridotta in tutti i giorni lavorativi) ovvero verticale (con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese o di determinati periodi dell'anno) ovvero misto (con articolazione della prestazione risultante dalla combinazione delle due precedenti modalità). Si ricorda che per il solo personale Ata, inoltre, la tipologia verticale deve essere realizzata in misura tale da rispettare la media della durata del lavoro settimanale prevista per il tempo parziale nell'arco temporale preso in considerazione (settimana, mese o anno). 

Appare utile ricordare che l'amministrazione scolastica, dopo la legge 183/2010, non ha più alcun obbligo di accettare la domanda volta alla trasformazione del rapporto: l'accoglimento è, infatti, subordinato ad valutazione discrezionale dell'amministrazione la quale, tra i criteri per la definizione delle istanze, è tenuta a riconoscere titoli di precedenza in favore del personale il cui coniuge, figlio o genitore sia affetto da patologie oncologiche oppure nel cui ambito familiare sia presente un soggetto convivente totalmente inabile o convivano figli di età non superiore a 13 anni. 

Se la domanda viene accolta non è possibile richiederne la trasformazione in rapporto a tempo pieno prima che sia trascorso almeno un biennio. Prima della scadenza del biennio, eventuali domande in tal senso possono essere accolte sulla base di motivate esigenze ed anche in relazione alla situazione organica complessiva. Una volta trasformato il rapporto il personale docente a part-time deve adempiere alle attività di carattere individuale e collegiale previste dal dirigente scolastico il quale, nel determinare la consistenza oraria della prestazione a orario ridotto e nel fissare i giorni della settimana durante il quale deve essere svolto il servizio ridotto, deve tenere conto delle indicazioni contenute nella domanda dell'interessato e delle esigenze del servizio scolastico.

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