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Pensioni Quota 96, al via la discussione per salvare 4mila prof

Il decreto legge sulla Pa e’ lo strumento idoneo per intervenire sulla cosiddetta quota ’96, in modo da “correggere ‘l’errore’ del governo Monti, che ha intrappolato 4 mila insegnati in tutta Italia”, impedendo loro di andare in pensione.

E' quanto ha precisato il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd), tra i firmatari dell’emendamento al Dl 90/2014 (disponibile in calce all'articolo) che offre una scialuppa di salvataggio ai prof che hanno maturato un diritto a pensione tra il 1.1.2012 ed il 31.8.2012 entro la fine dell'anno scolastico 2011/2012. L'ex ministro del Lavoro, aggiunge, che sono state gia’ individuate le coperture e che pertanto il governo non ha alibi per far cadere l'emendamento. Sulla vicenda, nei giorni scorsi, anche il Ministro Madia si era detta disponibile ad una soluzione favorevole evidenziando però problemi di coperture.

La discussione per i quota 96 della scuola entrerà da domani nel vivo alle Commissioni Finanze e Affari Costituzionali della Camera dei Deputati quando inizierà la discussione e la votazione degli emendamenti proposti dai deputati e proseguirà giorno 16 Luglio.
Oltre all'emendamento al Dl 90/2014 resta sul campo anche l'ipotesi di una decretazione d'urgenza, ossia un decreto legge, che possa dare via libera alla misura già entro fine luglio. Un modo per accelerare i tempi ma anche per evitare il rischio che la norma sia stralciata dalla legge di conversione del Dl 90/2014 in quanto estranea rispetto ai contenuti del provvedimento stesso.

La misura proposta, come anticipato da Pensioni Oggi, interesserebbe i docenti che hanno maturato entro il 31.8.2012 i requisiti per la pensione di anzianità all'epoca vigenti ossia la quota 96 (perfezionabile alternativamente con 60 anni e 36 di contributi o 61 anni e 35 di contributi) o, indipendentemente dall'età anagrafica, con 40 anni di contributi; oppure i requisiti per la vecchiaia (cioè 65 anni unitamente ad almeno 20 anni di contributi). L'emendamento specifica che il beneficio è riconosciuto con decorrenza dal 1° Settembre 2014 all'esito di una procedura di monitoraggio delle domande.
La procedura - Gli interessati dovranno- entro 15 giorni dalla conversione in legge del provvedimento - inoltrare per via telematica apposita istanza volta al conseguimento del beneficio all'Inps; l'istituto provvederà a stilare la graduatoria dei beneficiari mediante un criterio progressivo risultante dalla somma dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva vantate dai singoli richiedenti alla data del 31 dicembre 2012. Un meccanismo, questo, simile alle quello delle quote in cui la priorità in graduatoria si determinerà sulla base della somma dell'età anagrafica e di quella contributiva dell'istante: chi ha un valore piu' elevato dovrebbe pertanto acquisire priorità nella graduatoria. Qualora dal monitoraggio risulti il superamento delle 4 mila domande l’INPS non prenderà in esame ulteriori domande di pensionamento.

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