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Quota 96, misura alla Camera ma è pronto il piano B

Potrebbe avere il primo via libera già questa settimana la misura che concede il pensionamento anticipato per il personale della scuola che ha maturato un diritto a pensione entro il 31 agosto 2012, con i requisiti richiesti dalla normativa previgente.

E' quanto prevede il calendario della I commissione affari costituzionali della Camera che da oggi ha avviato l'esame in sede referente del dl 90/2014. La misura, questa volta, dovrebbe avere molte piu' chanches di essere approvata dopo che la scorsa settimana l'esecutivo aveva aperto circa la possibilità di una soluzione positiva dei cd. quota 96 della scuola.

Se tutto andrà per il verso giusto i docenti avranno 15 giorni di tempo dalla conversione in legge della misura per presentare domanda all'inps e traguardare l'uscita già dal prossimo 1° settembre. Calcolando che il decreto deve essere convertito entro il 23 Agosto, pena la sua decadenza, ben si comprende come sarà difficile rispettare i tempi a meno di un'approvazione lampo del provvedimento.

La misura (qui il testo dell'emendamento), com'è noto, consente di mantenere le vecchie regole di pensionamento in favore del limite massimo di quattromila soggetti e nei limiti dell'autorizzazione di spesa. L'elenco numerico dovrà essere definito dall'Inps applicando un criterio progressivo risultante dalla somma dell'età anagrafica e dell'anzianità contributiva vantata dai singoli richiedente alla data del 31 dicembre 2012. Inoltre, per fare cassa, i termini di pagamento della buonuscita dei 4mila prof verrebbero corrisposti secondo l'attuale disciplina Fornero e quindi a partire da 66 anni e tre mesi per la vecchiaia, 41 anni e sei mesi, se donna e 42 anni e sei mesi, se uomo, per la pensione anticipata. Senza contare anche che ci sarà una dilatazione ulteriore qualora l'importo lordo complessivo superi i 50mila euro.

Se invece dovesse essere accantonata la misura sarebbe pronto una seconda opzione. Il ministro della pubblica istruzione Stefania Giannini proporrebbe infatti, al consiglio dei ministri che discuterà delle misure in favore dell'Università e della Ricerca l'approvazione di un apposito decreto legge che, entrando subito in vigore, consentirebbe l'andata in pensione già dal prossimo 1° settembre dei quattromila soggetti risultanti dal monitoraggio disposto del Miur.

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