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Quota 96, Sel chiede il conteggio della platea. Sarebbero 2.500 in tutto

Secondo Sel il numero dei lavoratori interessati è sceso da 4mila unità del "censimento" 2013 a meno di 2.500. I costi per una deroga sarebbero pertanto risibili.

Definire il numero esatto dei lavoratori cd. quota 96 della scuola in modo da risolvere una volta per tutte la loro questione. E' quanto chiedono, in sintesi, i deputati Sel Pannarale, Scotto e Giordano in una interrogazione a risposta immediata in Commissione (5-06667) depositata la scorsa settimana al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

"L'aberrante questione dei cosiddetti quota 96 - scrivono i deputati Sel - colpisce dal 2011 migliaia di lavoratori del comparto scolastico, a causa di una delle numerose storture contenute nella Legge Fornero che non ha consentito a tali lavoratori, che pure avevano maturato i requisiti (61 anni di età e 35 di contributi o 60 anni di età e 36 di contributi) di accedere al trattamento pensionistico, rimanendo ingiustamente bloccati in servizio. Essendo stata emanata a dicembre del 2011, a metà dell'anno scolastico,  - proseguono i parlamentari - ha prodotto sui lavoratori della scuola un effetto retroattivo che ha impedito loro di far valere i requisiti di cui erano in possesso nell'anno 2011-2012, provocando una disparità di trattamento tra lavoratori aventi gli stessi diritti al pensionamento. "In tal modo, il personale della scuola in questione si è trovato nella condizione di poter accedere al pensionamento solamente 4 anni dopo l'emanazione della legge. Numerosissime iniziative parlamentari sono state proposte nel corso di questi anni, molte delle quali, approvate, impegnavano i Governi a risolvere la condizione dei «quota 96».

In particolare, ancora oggi è impossibile ricevere un dato preciso concernente il numero dei lavoratori che si trovano nella condizione «quota 96», con il rischio di compromettere ogni iniziativa volta a sanare tale ingiustizia normativa; in tal senso, si rammenta l'approvazione dell'emendamento 1.1 a firma dell'onorevole Ciprini, per il quale i deputati SEL hanno votato in senso favorevole, che in sede di discussione della proposta di legge Modifiche alla disciplina dei requisiti per la fruizione delle deroghe riguardanti l'accesso al pensionamento e la decorrenza delle prestazioni pensionistiche. (Testo unificato C. 2514 Fedriga, C. 2958 Gnecchi e C. 3002 Fedriga), cosiddetta Settima salvaguardia, ha consentito un deciso passo in avanti verso la soluzione della questione; tale iniziativa infatti, basandosi su «informazioni acquisite dall'INPS» è finalizzata ad abbassare notevolmente la platea dei soggetti «quota 96» aventi diritto alla pensione inizialmente da 4.000 a 2,500 unità, molto al di sotto, tra l'altro, delle 3.000 quantificate sinora dal Governo, dal Ministro Madia e dal Ministro dell'istruzione, dell'università, e della ricerca Stefania Giannini.

In tal modo gli oneri risultano oggi notevolmente ridotti; è evidente, tuttavia, come non sia accettabile che anche un solo lavoratore identificato come «quota 96» rimanga al di fuori di tale tutela, e di come sia necessario, dunque, conoscere con esattezza il numero delle unità che, ad oggi, sono coinvolte nella vexata quaestio.

 I deputati concludono chiedendo quindi al Ministro dell'Istruzione quanti siano attualmente il numero dei lavoratori "ingiustamente penalizzati da una normativa approssimativa come quella della suddetta «legge Fornero», in modo da garantire ad ognuno di loro, senza esclusione alcuna, la soluzione ad una condizione che, da lungo tempo, lede i diritti dei lavoratori e il principio di uguaglianza posta dalla Costituzione".

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