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Ddl Scuola, pronto l'Ok definitivo della Camera. Ma i sindacati contestano la Riforma

E atteso il voto finale dell'Aula della Camera sul disegno di legge sulla buona scuola. Le organizzazioni sindacali saranno in piazza a Montecitorio per dire no al provvedimento.

La Riforma della scuola è in dirittura di arrivo. Entro questa settimana l'aula della Camera darà la terza ed ultima lettura al provvedimento nella versione approvata da Palazzo Madama chiudendo un inter durato praticamente oltre un anno.

Duro il giudizio della parte sindacale e delle varie associazioni di categoria che hanno annunciato per domani una manifestazione unitaria a Montecitorio nonostante le (modeste) aperture del Governo nell'ultimo passaggio parlamentare. Particolarmente duro il giudizio dell'Anief che per voce del segretario generale, Marcello Pacifico precisa che "saranno presenti tutti i movimenti, i sindacati, le associazioni e i liberi cittadini che hanno a cuore le sorti del sistema d'istruzione italiano. Organismi di settore, sigle sindacali, rappresentative e non, confederali e autonome, si sono tutti dati appuntamento nella piazza antistante al Parlamento, dove ribadiranno il loro no anche in occasione del ritorno alla Camera del ddl: un condensato di norme incostituzionali, che la gran parte di addetti ai lavori, ad iniziare dai docenti, ha da tempo chiesto di ritirare".

I punti della contestazione sono noti e vanno dalla mancata soluzione della vicenda dei cd. quota 96 della scuola, al decollo del nuovo organico dell'autonomia con il potere dei presidi di chiamata diretta dei docenti, sino al sistema di valutazione dei docenti che vede l'ingresso di un rappresentante degli alunni e di uno dei genitori.

Insufficienti secondo la parte sindacale le modifiche contenute nel passaggio al Senato che ha visto imbarcare nel piano assunzionale dal prossimo settembre anche gli idonei al concorso del 2012 oltre ai vincitori e ai docenti nelle GaE. L'altro punto di discordia riguarda proprio il piano di assunzioni che continua a non prevedere alcun beneficio immediato per gli abilitati nelle graduatorie di istituto: costoro per salire in cattedra dovranno necessariamente partecipare e vincere il prossimo concorso bandito entro il 1° dicembre 2015 (su circa 60mila cattedre). Una questione che il sindacato cercava di risolvere in altro modo mediante un piano di assunzioni scadenzato su tre anni. Ma il Governo si è opposto.

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