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Scuola, I sindacati denunciano ritardi per il pensionamento dei docenti

Ma secondo l'Inps l'allarme è infondato. Su 41 mila domande di pensionamento l'Istituto ha già accertato il diritto a pensione per oltre 36.700 lavoratori del comparto conoscenza. 

Botta e risposta tra Inps e sindacati sul pensionamento dei lavoratori del personale scolastico. In una nota stampa diffusa l'altro giorno l'Inps rigetta le accuse sollevate dai sindacati di categoria di rallentare o di ostacolare il pensionamento del personale scolastico e Afam dal prossimo 1° settembre/novembre 2018.

Le parti sociali avevano, infatti, segnalato in seguito all’affidamento all’INPS dell’accertamento del diritto a pensione dei docenti (sino allo scorso anno le procedure erano svolte dal Miur) numerosi ritardi e un rimpallo di comunicazioni rispetto ai versamenti di contribuzione, alla presunta mancanza di domande di riscatto o computo o addirittura di contribuzione relativa ai periodi di lavoro di ruolo, non presenti negli archivi telematici dell’INPS. Uno scaricabarile tra le varie sedi INPS e gli Uffici scolastici territoriali scuola e tra l’INPS le istituzioni AFAM che ha danneggiato migliaia di lavoratori del settore della conoscenza impossibilitati ad accedere alla pensione dal 1° settembre 2018 nonostante avessero prodotto la domanda di cessazione dal servizio al Miur. Le sigle sindacali hanno quindi chiesto un incontro urgente presso il Ministero del Lavoro. 

L'Inps, tuttavia, rigetta le accuse dei sindacati. "Da quest’anno, l’Istituto per la prima volta ha assunto su di sé l’attività di certificazione del diritto a pensione per il personale del comparto Scuola, a differenza degli anni precedenti in cui la certificazione veniva effettuata dagli Uffici territoriali del Miur, salvo successiva verifica da parte dell’Inps in sede di liquidazione della pensione" si legge in una nota stampa diffusa l'altro giorno dall'Inps. "

La necessità di procedere ad una preventiva verifica del diritto a pensione deriva dalla peculiare esigenza del comparto scuola di poter garantire all’inizio di ogni anno scolastico la continuità didattica. Quest’anno sono pervenute oltre 41.000 domande di cessazione, con un aumento delle richieste di collocamento a riposo di oltre il 30% rispetto all’anno precedente. L’Inps ha certificato il riconoscimento del diritto a pensione, con decorrenza dal prossimo 1° settembre, per oltre 36.700 persone, mentre per le restanti 4.600, in linea con la percentuale dello scorso anno, tale diritto non è stato al momento riconosciuto. Per queste ultime posizioni l’Istituto, in stretta collaborazione con i competenti uffici ministeriali, sta provvedendo ad ulteriori approfondimenti. Gli esiti delle verifiche sono stati comunicati al Miur, tramite invii dei files contenenti gli elenchi, a partire dal 30 aprile scorso, con contestuale aggiornamento sulle lavorazioni via via effettuate dalle strutture territoriali dell’Istituto". 

Con riferimento alle notizie di stampa riguardanti le presunte diverse modalità di calcolo, si precisa che l’Istituto ha da sempre adottato il criterio dell’anno commerciale per la verifica del diritto a pensione. L’eventuale differente modalità di calcolo adottata dal Ministero in ogni caso può comportare esclusivamente limitate differenze con riferimento ai periodi pre-ruolo riconosciuti con provvedimenti di competenza del Miur. Infine, si evidenzia che il passaggio dell’attività di certificazione, garantendo la piena certezza del diritto, assicura la coerenza tra diritto verificato in anticipo e diritto in sede di liquidazione della pensione, superando il problema dei disallineamenti che si sono verificato negli scorsi anni". 

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